Capita a tutti, prima o poi. Si cammina spediti verso una meta e Google Maps insiste nel piazzare il puntino blu cinquanta metri più in là, oppure indica una direzione che con quella reale non ha nulla a che vedere. La buona notizia è che esiste un piccolo accorgimento per rimettere le cose a posto, e vale davvero la pena conoscerlo.
Lo smartphone porta dentro di sé una serie di sensori che servono a capire dove ci si trova, quando ci si muove e in che modo. Quando Google Maps fa fatica a individuare la posizione con precisione, la soluzione passa quasi sempre dalla calibrazione della bussola del telefono. L’app mette a disposizione due strade diverse per farlo, e una delle due chiama in causa la fotocamera.
Google Maps: due modi per farsi localizzare meglio
Maps è pieno di funzioni davvero comode. Permette di salvare il punto in cui si è parcheggiata l’auto, offre una vista immersiva niente male e consente di creare liste di luoghi da consigliare ad amici e parenti. Ma resta pur sempre un software, e come ogni software ogni tanto sbaglia.
Quando i sensori del telefono danno problemi e la posizione non viene rilevata bene, la mossa migliore è ricalibrare l’app insieme alla sua bussola. Torna utile soprattutto in quelle situazioni in cui il telefono ci colloca lontano dal punto reale, anche di una cinquantina di metri o più. Stessa cosa vale per l’orientamento sbagliato sulla mappa, cioè quando si procede in una direzione ma Maps è convinto che si stia guardando dalla parte opposta.
La calibrazione tramite fotocamera funziona così. Bisogna aprire Google Maps sul telefono, poi toccare la propria icona sulla mappa, quel puntino azzurro che segnala la posizione. Nel menu che compare si preme su “Calibra” e a quel punto il telefono userà la fotocamera per scansionare l’ambiente intorno. L’obiettivo è riconoscere insegne, negozi e punti di interesse, così da capire dove ci si trova e in che direzione si sta guardando.
È un procedimento che va fatto all’aperto, fuori casa, puntando la fotocamera verso cartelli e luoghi riconoscibili nei dintorni. Una volta finita la scansione, la calibrazione dovrebbe essere completa e la posizione tornare precisa.
Il trucco dell’otto quando la fotocamera non basta
Se il primo metodo non va a buon fine, oppure semplicemente non ci si trova all’aperto, c’è un’alternativa: il cosiddetto trucco dell’otto. Per arrivarci bisogna prima far fallire la calibrazione con la fotocamera e Live View. Stando dentro una stanza basta avviare la procedura con la fotocamera e aspettare che Maps si arrenda, proponendo la seconda opzione, ovvero “Usa la bussola”.
A quel punto serve disegnare in aria un otto, tenendo il telefono ben saldo in mano durante tutto il movimento. Questo gesto permette all’app di effettuare letture di posizione sui tre assi dello spazio, in modo che la bussola riesca a individuare l’utente con precisione. Completata la calibrazione, Google Maps tornerà a funzionare come si deve, senza più incertezze su posizione e orientamento.