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Google Maps, perché due telefoni mostrano percorsi diversi

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Capita più spesso di quanto si pensi. Due persone partono dallo stesso punto, inseriscono la stessa destinazione su Google Maps e si ritrovano con indicazioni diverse. Non è detto che si tratti di un errore dell’app, perché Maps non si limita a cercare la strada più corta. Il calcolo tiene conto delle preferenze impostate dall’utente, delle caratteristiche del veicolo e delle condizioni della viabilità.

Una sola opzione configurata in modo diverso su due smartphone è sufficiente per ottenere percorsi differenti. E anche con impostazioni identiche possono bastare pochi minuti tra una ricerca e l’altra perché il traffico cambi la strada suggerita. Le voci da tenere d’occhio sono essenzialmente tre, più una variabile che nessun menu può controllare.

Basso consumo, pedaggi e autostrade: le opzioni che cambiano tutto

La prima impostazione da verificare si chiama Scegli percorsi a basso consumo di carburante e si trova tra le opzioni di navigazione. Quando è attiva, Google Maps non guarda soltanto al tempo di percorrenza ma anche all’efficienza energetica. Nel conto finiscono le pendenze, il traffico a singhiozzo con continue ripartenze, il tipo di strada e il consumo stimato. Secondo Google, l’itinerario più efficiente viene proposto quando l’orario di arrivo è più o meno lo stesso di quello più rapido.

Ecco perché l’app potrebbe suggerire un tragitto leggermente più lungo ma più scorrevole, mentre su un altro telefono con l’opzione spenta comparirebbe la soluzione più veloce. Per controllare basta aprire Google Maps, toccare il profilo e poi passare da Impostazioni a Navigazione fino a Opzioni percorso.

La seconda causa salta all’occhio ancora di più. Maps permette infatti di evitare pedaggi, autostrade o traghetti, e se una di queste preferenze è attiva l’app scarta certe strade e costruisce un itinerario completamente diverso. Dimenticarsene è facilissimo. Magari la voce “Evita pedaggi” è stata attivata durante una vacanza e continua a condizionare ogni viaggio successivo. Google conferma che queste scelte si modificano sempre dalle opzioni del percorso, ed è proprio lì che conviene guardare quando Maps insiste con le strade secondarie mentre sul telefono di qualcun altro appare l’autostrada.

Anche il tipo di motore ha il suo peso

C’è poi un dettaglio che molti trascurano. Google Maps consente di indicare quale auto si guida, scegliendo tra benzina, diesel, ibrida o elettrica. Non è un’informazione puramente descrittiva, perché l’app usa il tipo di motore per stabilire quale sia il percorso più efficiente.

Un diesel tende ad avere un vantaggio relativo maggiore sui tragitti autostradali, mentre ibride ed elettriche possono rendere meglio nel traffico urbano o dove la frenata rigenerativa entra in gioco con più frequenza. Questo parametro conta soprattutto quando è attiva la funzione dei percorsi a basso consumo. Il veicolo registrato si può verificare dalle Impostazioni, alla voce I tuoi veicoli.

Il traffico in tempo reale e il mito della velocità personale

Resta infine una variabile impossibile da uniformare, cioè il traffico in tempo reale. Google Maps sfrutta dati di navigazione, condizioni della circolazione, incidenti, chiusure e informazioni storiche per rivalutare di continuo le alternative. Stando a Google, l’app integra milioni di aggiornamenti sul traffico ogni secondo e può proporre un’altra strada se la situazione cambia.

Di conseguenza chi cerca il percorso alle 8:00 e chi lo fa pochi minuti dopo potrebbe ricevere indicazioni diverse, pur avendo due telefoni configurati allo stesso modo. Non esiste invece alcuna prova che Maps assegni tragitti differenti perché conosce la velocità con cui guida ogni singolo utente. Le fonti ufficiali confermano l’uso di dati aggregati di navigazione per migliorare traffico e percorsi, ma non sostengono l’idea che lo storico della velocità personale venga usato in modo sistematico per scegliere l’itinerario individuale.

Fonte: TecnoAndroid

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