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Google Health si prepara a un aggiornamento piuttosto corposo, di quelli che cambiano davvero il modo di usare l’app nella vita di tutti i giorni. Il numero di attività rilevate automaticamente sale infatti da appena 10 a oltre 100, e la novità riguarda diversi dispositivi indossabili firmati Google. Parliamo di un salto di dieci volte che, almeno sulla carta, dovrebbe ridurre parecchio il bisogno di avviare a mano ogni singola sessione di allenamento.
Chi pratica sport con una certa regolarità conosce bene la scena. Si entra in palestra o si scende in campo per una partita, ci si dimentica di premere il pulsante giusto e alla fine quell’allenamento semplicemente non esiste, almeno agli occhi dello smartwatch. Con la nuova versione il sistema prova a colmare proprio questa lacuna, allargando di molto il ventaglio di esercizi che è in grado di riconoscere da solo.
Dal golf al nuoto, cosa cambia con la versione 5.11
La versione 5.11 dell’app amplia in modo netto le tipologie di esercizio che orologio e braccialetto possono individuare senza alcun intervento. Nell’elenco compaiono gli attrezzi per l’allenamento cardiovascolare, il golf, gli allenamenti ad alta intensità e gli sport con racchette. Non mancano poi il potenziamento muscolare, il nuoto e gli sport di squadra, categorie molto diverse tra loro che con il vecchio limite di dieci attività restavano in buona parte fuori dal riconoscimento automatico.
Sul fronte hardware i dispositivi compatibili sono Fitbit Air, Pixel Watch 3, Pixel Watch 4 e Pixel Watch 5, a cui si aggiunge il nuovo Fitbit Edge. La platea è quindi abbastanza ampia e comprende sia i modelli più recenti sia quelli di qualche generazione precedente, un dettaglio non da poco per chi non ha intenzione di cambiare orologio a breve.
Come funziona il riconoscimento e quanto è più preciso
Dietro il meccanismo non c’è un solo parametro. Per capire che è in corso una sessione di esercizio, Google Health incrocia più elementi: le abitudini sportive dell’utente, i dati storici accumulati nel tempo, le eventuali modifiche fatte a mano sulle registrazioni precedenti e la posizione geografica. Quest’ultima entra in gioco soltanto se è stato concesso il relativo permesso, quindi resta una scelta lasciata a chi indossa il dispositivo.
Una volta individuata l’attività, la palla passa all’utente, che può confermarla così com’è oppure correggerla. Rimane ovviamente la possibilità di inserire manualmente gli allenamenti sfuggiti al sistema. Ed è qui che la cosa si fa interessante, perché ogni correzione non serve solo a sistemare quella singola sessione ma contribuisce a rendere più affidabili le previsioni successive. In pratica l’app impara dagli aggiustamenti di chi la usa. Secondo Google il nuovo sistema è due volte più accurato rispetto a prima e il numero di allenamenti non rilevati dovrebbe calare di oltre il 50%.
Per quanto riguarda la distribuzione, l’aggiornamento è già ampiamente disponibile su iOS, mentre per Android il rilascio è ancora in corso.
Fonte: TecnoAndroid


