La nuova funzione di automazione dello schermo di Google Gemini è finalmente arrivata, e rappresenta un cambio di passo piuttosto significativo nel modo in cui l’intelligenza artificiale interagisce con le app installate sugli smartphone. Annunciata durante il lancio della serie Galaxy S26, questa novità è ora disponibile sui dispositivi della gamma, anche se per il momento soltanto negli Stati Uniti e in Corea del Sud.
Il concetto di fondo è tanto semplice quanto ambizioso: si dà un comando vocale a Gemini, e l’assistente esegue una serie di operazioni all’interno delle app, al posto dell’utente. Non si parla più di risposte testuali o generazione di contenuti, ma di interazione diretta con l’interfaccia dello smartphone. Tocchi, scorrimenti, inserimento di testo. Tutto gestito dall’IA in una sorta di finestra virtuale.
Durante alcune prove effettuate su Samsung Galaxy S26 Ultra, ad esempio, è stato possibile chiedere a Gemini di ordinare un panino al pollo piccante da Popeye’s tramite Uber Eats. L’assistente ha aperto l’app, cercato il ristorante, aggiunto il prodotto al carrello e navigato tra le schermate fino al riepilogo finale, saltando quelle intermedie con suggerimenti e abbinamenti. Il tutto senza alcun intervento manuale.
Sicurezza e limiti: cosa Gemini non farà al posto dell’utente
C’è però un paletto fondamentale, e probabilmente sacrosanto. Gemini non completerà mai il pagamento in autonomia. Quando si arriva alla fase finale dell’ordine, l’assistente invia una notifica, fa vibrare il dispositivo e restituisce il controllo completo. Sarà sempre la persona a confermare la transazione, scegliere l’eventuale mancia del fattorino e concludere l’acquisto. Le operazioni economicamente sensibili, insomma, restano sempre sotto la supervisione diretta di chi usa il telefono.
L’elenco delle app compatibili è ancora piuttosto ristretto, ma include già nomi noti sul mercato statunitense: Lyft, Uber, Grubhub, DoorDash, Uber Eats e Starbucks. Google ha comunque aperto le porte agli sviluppatori per future integrazioni, il che lascia pensare che la lista crescerà in modo significativo col tempo. Tra le assenze più discusse c’è Instacart, che molti utenti sperano di vedere aggiunta presto.
Gemini offre un numero di richieste: ecco dove si possono fare
Come spesso accade con le funzionalità più avanzate dell’ecosistema Google, anche l’automazione dello schermo prevede limiti di utilizzo giornalieri legati al tipo di abbonamento. Gli account gratuiti hanno diritto a 5 richieste al giorno, chi sottoscrive Google AI Plus sale a 12, con AI Pro si arriva a 20, mentre il piano AI Ultra garantisce fino a 120 richieste quotidiane. Questi limiti sono separati da quelli di Gemini Agent, una funzionalità ancora più avanzata che sfrutta un browser cloud in tempo reale e che, almeno per ora, resta esclusiva degli abbonati al piano Ultra.
Per quanto riguarda la disponibilità futura, il supporto è già stato confermato anche per i flagship della serie Google Pixel 10, anche se il rollout iniziale sarà limitato agli Stati Uniti. Gli utenti di altri mercati, Italia compresa, dovranno attendere ancora prima di poter mettere le mani su questa nuova forma di automazione basata sull’intelligenza artificiale applicata a Galaxy S26 e agli altri dispositivi supportati.



