Quando si parla di SUV di lusso che hanno ancora qualcosa da dire, il discorso porta dritto all’Alfa Romeo Stelvio. Negli ultimi anni i grandi SUV premium sono diventati bravissimi praticamente in tutto, e proprio per questo hanno finito per somigliarsi un po’ troppo. Schermi enormi, abitacoli morbidi, accelerazioni che non costano nessuna fatica. Tutto facile da trovare. La personalità vera, quella no, è merce sempre più rara.
E qui entra in gioco lo Stelvio, che si muove esattamente in controtendenza. Offre quel tipo di guida nervosa, di stile riconoscibile e di sensazione da auto pensata per chi sta al volante, una cosa che molti SUV di lusso più diffusi hanno lentamente lasciato per strada. Il bello è che non chiede neanche il portafoglio che ci si aspetterebbe. Nuovo o usato, propone un’alternativa coinvolgente alle solite scelte tedesche senza prezzi da capogiro.
Quando il lusso ha perso la scintilla
Il lusso vuol dire cose diverse per persone diverse. Per qualcuno conta tutto la poltrona morbida e la tecnologia all’avanguardia, per altri pesa di più quello che si sente quando la strada inizia a girare. Ed è proprio lì che molti SUV premium hanno cambiato pelle. Più veloci che mai, pieni di display, ma spesso anche più grandi, più pesanti e più isolati rispetto alle macchine focalizzate sul guidatore che ne avevano costruito la reputazione.
Non tutti gli appassionati vogliono l’ennesimo SUV che assomiglia e si guida come qualsiasi altra cosa sulla strada. Sempre più persone cercano qualcosa con un carattere vero, uno sterzo preciso, una linea che si fa notare invece di sparire nel mucchio. Ed è qui che Alfa Romeo ha trovato spazio, regalando quell’emozione di guida che a parecchi sembra mancare nei marchi tedeschi più affermati.
Lo Stelvio del 2026 è rimasto con un solo allestimento, ma non ha perso il piglio atletico che lo ha reso speciale fin dall’inizio. Il quattro cilindri turbo da 2 litri spinge 280 cavalli e 306 libbre piede di coppia attraverso un cambio automatico a otto rapporti. Numeri che sulla carta non stracciano la concorrenza, ma su strada la sensazione di leggerezza e la voglia di curvare lo trasformano in uno dei SUV di lusso più appaganti da guidare.
Stile italiano e prezzi più amici di quanto si creda
Il design italiano è parte del fascino dello Stelvio da ogni angolazione. Linee fluide, stile inconfondibile, qualcosa che lo distingue in un mare di SUV che tendono ad assomigliarsi tutti. Dentro, l’abitacolo mescola anima sportiva e comfort quotidiano grazie ai sedili in pelle, alle finiture in alluminio e a una plancia disegnata attorno al guidatore. Piccoli dettagli furbi, come lo slot per lo smartphone tra i portabicchieri e lo spazio extra vicino al ginocchio, aggiungono praticità senza togliere niente alla personalità.
Poi c’è il discorso costi, che sorprende. Lo Stelvio prende una bella mazzata in termini di svalutazione nei primi tempi, perdendo oltre 16.000 euro nel primo anno. Pessima notizia per chi compra nuovo, ottima per chi cerca l’usato. Un nuovo Stelvio 2026 parte da circa 47.000 euro, ma un modello leggermente più datato può dare molto di più in termini di valore. Il modello del 2020, terzo anno della generazione attuale, oggi viaggia attorno ai 15.500 fino ai 31.000 euro.
E qui arriva la chicca. Sul 2020 e sugli anni che includono la Quadrifoglio si trova una gamma di allestimenti più ampia rispetto al 2026. Sette versioni in tutto, top di gamma compresa. La Quadrifoglio è dove le cose si fanno serie davvero, con il V6 biturbo da 2,9 litri di derivazione Ferrari che tira fuori 505 cavalli e 443 libbre piede di coppia. Trazione integrale di serie, benzina premium richiesta, ma in cambio prestazioni di un altro pianeta.
Lo 0 a 100 dello Stelvio standard si chiude in 5,3 secondi, con punta di 144 miglia orarie. Con la Quadrifoglio si scende a 3,3 secondi e si arriva a 176 miglia orarie dichiarate. Restano comunque 18,5 piedi cubici di bagagliaio dietro ai sedili posteriori, che diventano 56,5 abbassando gli schienali, più spazio per quattro adulti senza sacrifici. L’aggiornamento del 2024 ha portato un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici affiancato a uno schermo infotainment più contenuto da 8,8 pollici, con touch e manopola rotativa sulla console centrale. Lo sterzo è preciso e insolitamente comunicativo per un SUV, il telaio sembra avere voglia di buttarsi in curva. Aggiungeteci quel design italiano riconoscibile e il risultato è un livello di carattere che la maggior parte dei rivali in questo segmento semplicemente non riesce a eguagliare.