Tra le colline dei Castelli Romani è comparso un ragno botola dalle dimensioni che, per la fauna italiana, hanno davvero pochi precedenti. Un incontro casuale, di quelli che capitano una volta nella vita, avvenuto all’interno di una proprietà privata dove un cane si è messo ad annusare con insistenza un punto preciso lungo il muro di cinta. Quel comportamento un po’ nervoso ha insospettito il padrone, che si è avvicinato per capire cosa stesse attirando tanto l’attenzione dell’animale.
Quello che ha trovato non era certo un ospite qualunque. Un aracnide di oltre 5 cm zampe comprese se ne stava acquattato proprio lì, vicino alla base del muro. Una misura che colloca questo esemplare tra i più grandi mai documentati nel nostro Paese, un dato che basta da solo a far capire quanto sia raro imbattersi in una creatura del genere nei nostri giardini.
Perché si chiama ragno botola
Il nome di questo ragno arriva direttamente dal suo modo di vivere e di cacciare. Si tratta di aracnidi che scavano una tana nel terreno e la chiudono con una sorta di sportello, una botola appunto, fatta di terra e seta. Restano nascosti là sotto, in agguato, pronti a scattare fuori nel momento in cui una preda passa abbastanza vicino. Un sistema tanto semplice quanto efficace, che li rende difficili da avvistare proprio perché passano gran parte della loro esistenza sottoterra.
Ed è anche questo a rendere così speciale l’avvistamento ai Castelli Romani. Trovarne uno all’aperto, fuori dal suo rifugio, non è affatto una cosa di tutti i giorni. La maggior parte delle persone vive a pochi metri da queste creature senza saperlo, perché la loro vita scorre quasi interamente nel sottosuolo, lontana dagli occhi.
Un esemplare tra i più grandi documentati in Italia
Le dimensioni dell’esemplare hanno colpito chi se lo è ritrovato davanti, e a ragione. Parlare di oltre 5 cm zampe incluse significa avere a che fare con uno dei ragni più grandi registrati sul territorio nazionale. Numeri che fanno una certa impressione, soprattutto se si pensa che la fauna italiana non è famosa per ospitare aracnidi di questo calibro.
Il merito della scoperta va in buona parte al cane, che con il suo fiuto ha individuato qualcosa che difficilmente sarebbe finito sotto gli occhi di una persona. Senza quel naso curioso, con ogni probabilità il ragno sarebbe rimasto al suo posto, nascosto dietro la sua piccola botola di terra, e nessuno avrebbe mai saputo della sua presenza così vicino a un’abitazione.