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Riporre il passaporto in un posto sicuro e poi non ricordare più quale fosse quel posto è un classico che prima o poi capita a tutti. Lo stesso vale per gli occhiali, per i documenti importanti o per quegli accessori che si usano una volta all’anno. Per chi possiede uno smartphone Android esiste una soluzione gratuita integrata in Google Find Hub, che consente di annotare dove sono stati sistemati gli oggetti personali e di ritrovarli con facilità, anche grazie all’aiuto di Gemini. Non serve acquistare un tracker Bluetooth né installare dispositivi aggiuntivi.
L’obiettivo però è diverso da quello dei classici localizzatori. Questa funzione non segue in tempo reale gli spostamenti di un oggetto ma lavora come un promemoria digitale, pensato per ricordare dove è stato messo qualcosa nel momento in cui lo si è riposto. Sfrutta semplicemente l’applicazione di Google dedicata alla localizzazione dei dispositivi e degli accessori compatibili.
Memorizzati, la funzione di Google Find Hub che fa da memoria esterna
La novità si chiama Memorizzati e permette di registrare la posizione degli oggetti direttamente all’interno dell’app Find Hub, conosciuta anche come Trova il mio dispositivo. Il meccanismo è piuttosto intuitivo. Se il passaporto finisce in un cassetto basta salvare questa informazione nell’applicazione. Quando servirà recuperarlo sarà sufficiente consultare l’elenco degli oggetti salvati oppure chiedere all’assistente dove è stato messo.
Lo stesso sistema vale per gli occhiali, per le fotografie delle vacanze, per i documenti o per qualsiasi altra cosa che si rischia di dimenticare. Il punto di forza sta tutto nella semplicità. Non occorre ricordare ogni dettaglio di quando e dove un oggetto è stato sistemato, basta registrare l’informazione al momento giusto.
Uno degli aspetti più interessanti è l’integrazione con Gemini, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale di Google. Oltre all’inserimento manuale è possibile usare i comandi vocali per comunicare dove si trova un certo oggetto. Un esempio concreto riguarda proprio le foto delle vacanze. È sufficiente dire «Ricordati che ho messo le foto delle vacanze nel mobile del salotto» e l’assistente registra il dato confermando la posizione. In un secondo momento si potrà chiedere dove si trovano oppure aprire l’elenco nell’app.
Nella vita di tutti i giorni questa modalità si rivela parecchio comoda. La posizione di un oggetto si salva in pochi secondi, senza dover aprire ogni volta l’applicazione e compilare a mano una scheda.
Come si attiva su Android e cosa non può fare
Per usare la funzione bisogna aprire l’app Google Find Hub sullo smartphone e cercare la sezione Memorizzati, collocata nella parte inferiore destra dell’interfaccia. Da lì si attiva il servizio e si comincia a registrare gli oggetti. L’inserimento avviene in due modi, cioè manualmente indicando l’oggetto e il luogo in cui è stato riposto oppure attraverso Gemini con la voce.
Tutte le informazioni finiscono poi in un elenco consultabile in qualsiasi momento, quindi non è necessario affidarsi soltanto all’assistente vocale per recuperarle. C’è anche la possibilità di aggiungere una fotografia dell’oggetto, utile quando la descrizione testuale non basta a distinguerlo da altri simili. Nel caso del passaporto, per esempio, si può indicare non solo che si trova nel cassetto ma anche quale cassetto, allegando un’immagine di riferimento.
Va chiarito però un aspetto fondamentale, perché questa funzione non sostituisce i tracker Bluetooth. Attraverso Memorizzati Google Find Hub non può individuare fisicamente un oggetto smarrito né aggiornarne in automatico la posizione quando viene spostato. Si tratta di un sistema statico che conserva soltanto ciò che l’utente ha inserito. Se gli occhiali vengono registrati nel mobile del salotto e poi spostati in camera da letto, l’app continuerà a indicare la vecchia collocazione finché il dato non sarà aggiornato.
La differenza rispetto a un localizzatore fisico è quindi sostanziale. Un tracker compatibile aiuta a trovare un oggetto grazie a funzioni di localizzazione dedicate, mentre il promemoria di Google serve esclusivamente a ricordare dove si è deciso di riporlo, e dà il meglio soprattutto con gli oggetti usati di rado e conservati sempre negli stessi posti.
Fonte: TecnoAndroid








