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Il primo trailer della serie animata di Golden Axe è finalmente disponibile, e basta guardarlo per capire che il tono scelto non sarà quello epico e solenne che qualcuno forse si aspettava. Il progetto era stato annunciato la scorsa primavera, ma fino a oggi mancava proprio la parte che interessa di più a chi ha consumato i cabinati e le cartucce dell’epoca, ovvero lo stile dei disegni e l’atmosfera generale. Adesso c’è, ed è piuttosto esplicita nelle sue intenzioni.
Chi ha passato ore su uno dei picchiaduro a scorrimento più celebri di sempre riconoscerà immediatamente il gioco delle citazioni. Non si tratta di rimandi nascosti da scovare fotogramma per fotogramma, ma di richiami messi in bella vista, quasi rivendicati. La sensazione, senza voler forzare paragoni troppo comodi, è che la filosofia sia simile a quella vista con il film dei Master of the Universe, cioè non prendersi troppo sul serio e insistere sull’auto ironia.
Un trailer che gioca con le regole del videogioco
Il momento più rivelatore arriva quando Tyris riassume la missione del gruppo, spiegando che dovranno affrontare nemici sempre più forti fino allo scontro finale con Death Adder. Chiunque abbia impugnato un joystick negli anni d’oro del genere sa che quella era esattamente la struttura dei giochi originali, e a ben vedere di quasi tutti i picchiaduro a scorrimento dell’epoca. Sentirla pronunciare da un personaggio dentro la storia, come se fosse un piano strategico e non una convenzione da sala giochi, dà la misura del registro comico scelto.
Non finisce lì. Nel trailer compaiono richiami diretti alla schermata di selezione del personaggio, uno degli elementi più iconici e riconoscibili dell’esperienza arcade, e battute che sfondano apertamente la cosiddetta quarta parete. La serie, insomma, sa di essere una serie tratta da un videogioco e non fa alcuno sforzo per nasconderlo. Anzi, sembra volerlo ricordare al pubblico ogni volta che se ne presenta l’occasione.
I dettagli che i fan stavano aspettando
Tra le chicche pescate nelle immagini ci sono anche i ladri di pozioni magiche, quelle creaturine dispettose che nei giochi originali andavano prese a calci per farsi restituire il bottino. Nel trailer ricevono lo stesso trattamento, il che è probabilmente il modo più diretto per dire ai fan storici che chi ha lavorato al progetto conosce bene il materiale di partenza e non si è limitato a leggerne una scheda riassuntiva.
Il risultato è una serie animata che punta a divertire più che a impressionare, con un impianto visivo che accompagna questa scelta invece di contraddirla. Non c’è la cupezza patinata di certe trasposizioni recenti, e non c’è nemmeno il tentativo di riscrivere la mitologia di partenza per renderla più adulta o più complessa di quanto fosse. Il gruppo di eroi parte, mena, avanza, e alla fine dovrà vedersela con il cattivo. Semplice, come lo era allora.
Resta il fatto che il franchise di Golden Axe è stato per anni una di quelle proprietà intellettuali citate spesso e sfruttate poco, con generazioni intere di giocatori che ne conservano un ricordo affettuoso più che dettagliato. Una serie animata costruita su questo tipo di memoria collettiva ha il vantaggio di poter contare su un pubblico predisposto e il compito, non banale, di non deluderlo. Il trailer, da questo punto di vista, mostra abbastanza carte da far capire che direzione è stata presa, e la direzione è quella dell’omaggio scanzonato, con i suoi eroi, i suoi mostri e i suoi ladri di pozioni presi a calci.










