La nazione nipponica si prepara ad una svolta dal valore storico, sembra infatti che la centrale nucleare di Kashiwazaki Kariwa, impianto nucleare più potente del mondo per capacità installata che si trova presso la prefettura di Niigata, sita nella costa nord occidentale del paese, nello specifico a 200 km da Tokyo, elemento che da sempre rappresenta uno dei simboli più discussi per quanto riguarda il ritorno dell’energia nucleare nel continente.
Nello specifico, la decisione è stata presa grazie al via libera definitivo con il voto di fiducia dell’assemblea provinciale, l’ok è arrivato direttamente dal governatore Hideyo Hanazumi, il tutto però si svolgerà gradualmente con il primo reattore che tornerà operativo il 20 gennaio prossimo e la piena potenza che verrà raggiunta invece per marzo 2026.
Numerosi dubbi, ma necessario
La gestione rimane affidata alla nota Tokyo electric Power Company, medesima società che gestiva la centrale di Fukushima durante il disastro del 2011, proprio tale legame alimenta le principali preoccupazioni della popolazione, non a caso dopo il disastro di Fukushima il Giappone aveva spento tutti i 54 reattori nucleari per avviare una serie di controlli e revisioni sulle norme di sicurezza, dopo 10 anni solo 14 hanno ottenuto il via libera per ripartire mentre altri restano in attesa di conferma, tale scelta però ha avuto un impatto assolutamente negativo sull’economia del paese che ha dovuto ricorrere a combustibili fossili.
Basta pensare che da sola Tokyo nel 2024 ha speso circa 60 miliardi di euro per acquistare gas naturale, una cifra che da sola equivale ad un 10º delle importazioni complessive del Giappone, attualmente infatti l’energia elettrica nazionale viene prodotta da fonti fossili per un valore che oscilla tra il 60 e il 70% dell’energia totale, di conseguenza la riapertura della centrale rientra in un piano più ampio per ridurre la dipendenza energetica e abbassare le emissioni.
La strategia dunque è chiara, la priorità è rilanciare il nucleare affiancato da importanti investimenti nel fotovoltaico in modo da rendere il sistema elettrico più stabile e meno esposta o oscillazioni, nonostante però le opposizioni siano abbastanza presenti dal momento che ad esempio oltre il 60% dei residenti presso la regione di Niigata si è espresso contrario alla riapertura della centrale.