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Il budget di Gears of War E Day avrebbe superato i 500 milioni di dollari, circa 430 milioni di euro, e in questa cifra non sarebbero nemmeno comprese le spese di marketing. Si tratta di una somma enorme per il nuovo capitolo sviluppato da The Coalition, lo studio canadese di Microsoft che adesso guarda con apprensione alla nuova ondata di licenziamenti Xbox attesa a breve.
Qualche tempo fa si era parlato di un budget superiore ai 400 milioni di dollari, quindi intorno ai 345 milioni di euro. L’ipotesi era stata subito ridimensionata da chi sosteneva che il costo reale fosse più basso. Poi una fonte che conosce bene gli affari di Xbox ha indicato una cifra ancora più alta, oltre mezzo miliardo, e altri addetti ai lavori l’hanno confermata a stretto giro. Anche chi in un primo momento aveva espresso dubbi ora concorda sul totale. Segnala però un disaccordo tra le proprie fonti su come quei soldi siano stati suddivisi tra lo sviluppo del gioco e le attività generali dello studio, compreso il contributo all’Advanced Technology Group di Xbox.
Un investimento difficile da recuperare
Prima di questo progetto The Coalition non pubblicava nulla dal 2019 e si vocifera che negli anni scorsi abbia cancellato un titolo più piccolo. Nel frattempo il team ha continuato a offrire con regolarità assistenza tecnica legata a Unreal Engine ad altri studi, proprio attraverso l’ATG. Numeri del genere mettono comunque seriamente a rischio la redditività del gioco. Con un prezzo di lancio dell’edizione standard di circa 60 euro, servirebbero più di 7 milioni di copie vendute a prezzo pieno soltanto per pareggiare il budget di sviluppo in termini di ricavi lordi. Per rientrare davvero dell’investimento ne servirebbero ancora di più, una volta calcolate trattenute e promozione. Gli acquisti dell’edizione Premium e gli introiti legati a Game Pass potrebbero però coprire una parte del conto.
Il problema è che le prime stime di vendita sono lontanissime da quel traguardo. Secondo Alinea Analytics, nei primi giorni sul mercato Gears of War E Day avrebbe piazzato appena 230 mila unità tra PC e Xbox. Il dato è sicuramente cresciuto nel frattempo, ma lo slancio decisivo del debutto non c’è mai stato. Circa 722 mila abbonati Game Pass hanno pagato circa 26 euro per l’accesso anticipato, una cifra comunque insufficiente a cambiare il quadro.
C’è poi la questione dell’esclusiva. Il capitolo firmato da The Coalition è il primo gioco a segnare il ritorno all’esclusività console su Xbox, una scelta voluta dalla CEO Asha Sharma. Qualcuno sostiene che un’uscita su PlayStation 5 avrebbe aiutato gli incassi, ma con un divario simile rispetto all’obiettivo nessuna conversione avrebbe portato il titolo vicino ai livelli necessari per un budget di queste dimensioni.
Costi di sviluppo e timori per il futuro dello studio
In parte pesa la debolezza attuale del marchio, ben lontano dai tempi d’oro vissuti sotto Epic Games. La vicenda mette però in luce soprattutto la posizione insostenibile di molti studi tripla A che hanno sede nelle città più costose del Nord America. The Coalition si trova a Vancouver, uno dei centri urbani più cari del Canada, non troppo distante da realtà come San Francisco, Los Angeles e Seattle. Mantenere per cinque, sei o sette anni una squadra di centinaia di persone genera una spesa formidabile prima ancora che il gioco incassi un solo dollaro. Parliamo di professionisti qualificati che chiedono stipendi adeguati, tanto più quando vivere vicino all’ufficio costa parecchio. Il futuro dello sviluppo di fascia alta potrebbe spostarsi lontano da queste zone, a meno di chiamarsi Rockstar, Blizzard o Infinity Ward e potersi permettere di restarci.
La preoccupazione più urgente riguarda comunque lo studio canadese, visto che all’orizzonte si profila un nuovo taglio del personale in casa Microsoft. Già prima dell’uscita gli sviluppatori temevano di perdere il posto dopo il lancio. L’addio del direttore della storia Juan Vaca, licenziato poco dopo aver festeggiato il raggiungimento della fase gold, avrebbe scosso la poca fiducia rimasta. A complicare le cose c’è un dettaglio piuttosto sgradevole. Il team si aspettava verso fine ottobre un bonus legato a Metacritic, ma per riceverlo bisognava risultare ancora assunti al momento del pagamento. Chi venisse allontanato prima di quella data rischierebbe quindi di perdere il premio per il lavoro svolto.
Fonte: TecnoAndroid


