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Sono sei i soggetti ammessi alla gara per le frequenze 5G nella banda 26 GHz bassa, ovvero la porzione di spettro compresa tra 24,25 e 26,5 GHz destinata allo sviluppo di reti wireless a banda ultralarga. A renderlo noto è stato il MIMIT, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha pubblicato sul proprio sito il decreto del 9 ottobre 2026 con l’elenco delle società che potranno contendersi i diritti d’uso. Tra i nomi più conosciuti compaiono Iliad Italia ed Eolo, ma la lista comprende anche realtà meno note al grande pubblico.
Una banda pioniera con i diritti in scadenza
Il percorso era partito a fine agosto 2026, quando il Ministero aveva pubblicato l’avviso di gara insieme al relativo Disciplinare. Si tratta di una delle bande considerate “pioniere” per il 5G, con diritti d’uso che arrivano a scadenza il 31 dicembre 2026. La parte superiore dello spettro, quella che va da 26,5 a 27,5 GHz, era invece già stata assegnata nel 2018 assieme alle bande 700 MHz e da 3,6 a 3,8 GHz.
Come sottolineato dallo stesso dicastero, questa porzione di frequenze è armonizzata a livello europeo per le reti mobili di nuova generazione. È pensata per servizi con elevata capacità trasmissiva e bassa latenza, anche in ambito di infrastrutture digitali e di reti Fixed Wireless Access (FWA). Le regole della procedura, definite dall’AGCOM, tengono conto di chi oggi utilizza parte della banda per applicazioni Wireless Local Loop (WLL). Questi operatori potranno prorogare i propri diritti al massimo fino alla data in cui scatteranno le nuove assegnazioni, quindi fino al 31 dicembre 2028.
Il Disciplinare è stato poi aggiornato il 3 settembre 2026 per recepire modifiche e integrazioni approvate dal MIMIT il giorno precedente. Sul fronte della durata, i nuovi diritti partiranno dal 1° gennaio 2029 e varranno 15 anni, con la possibilità di una proroga di 5 anni nel rispetto del Codice delle comunicazioni elettroniche. Salvo diverse disposizioni europee o nazionali, oppure esigenze legate a un refarming complessivo della banda, sarà ammesso un solo rinnovo per un massimo di altri 10 anni. Pur con la decorrenza ordinaria fissata al 2029, è previsto anche un utilizzo anticipato e temporaneo delle frequenze.
Chi sono gli operatori ammessi alla gara
La scadenza per presentare le domande di ammissione, inizialmente fissata al 25 settembre 2026, era stata spostata al 30 settembre, con l’impegno di comunicare i partecipanti entro i dieci giorni successivi. Così è andata. Con il provvedimento n. 308 del 9 ottobre 2026 il Responsabile del procedimento, dopo aver esaminato i documenti allegati, ha verificato che erano completi e conformi alle regole e ha trasmesso alla Direzione del Ministero l’esito dell’istruttoria insieme all’elenco delle società ammesse.
Ecco i partecipanti, nell’ordine in cui sono arrivate le rispettive domande: STEL S.r.l., Iliad Italia S.p.A., Eolo S.p.A., Telecomunicazioni Digitali Fastalp S.r.l., BBBell S.p.A. e un raggruppamento temporaneo di impresa formato da Fìdoka S.r.l. Società Benefit e Newtec S.r.l. Accanto a nomi come Iliad Italia ed Eolo troviamo quindi Stel, Fastalp, BBBell e il consorzio composto da Fìdoka e Newtec.
Le offerte a novembre e poi i rilanci
Gli operatori ammessi potranno inviare le proprie offerte iniziali dalle ore 9 del 5 novembre 2026 fino alle 23:59:59 del 9 novembre 2026, seguendo le modalità indicate nel Capitolo 5 del Disciplinare. Il giorno successivo, 10 novembre alle ore 10, nella sede del Ministero a Roma si terrà la seduta pubblica per l’apertura dei plichi digitali. Potrà assistere un rappresentante per ciascun concorrente, munito di procura notarile speciale in originale.
A quel punto si passerà alla fase dei miglioramenti competitivi, durante la quale ogni operatore ammesso avrà la possibilità di effettuare dei rilanci sulle frequenze della banda 26 GHz bassa.
Fonte: TecnoAndroid


