Vai al contenuto
Offerte

Frankenstein dei dinosauri, l’erbivoro con artigli oltre il metro

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Gli artigli più lunghi mai appartenuti a un animale terrestre superavano il metro di lunghezza e spuntavano dalle zampe di un gruppo di dinosauri piumati che, nonostante un aspetto tutt’altro che rassicurante, si nutrivano di vegetali. Una combinazione così bizzarra da aver regalato a queste creature un soprannome difficile da dimenticare, quello di Frankenstein dei dinosauri.

Il motivo di questo nomignolo è abbastanza intuitivo. Il loro corpo sembrava assemblato prendendo in prestito pezzi da animali molto diversi tra loro, una sorta di collage vivente in cui convivevano tratti che oggi colleghiamo alla giraffa, al panda e al bradipo. Messi insieme, questi elementi hanno dato vita a uno dei vegetariani più spaventosi che il pianeta abbia mai visto camminare sulla sua superficie.

Un corpo cucito con pezzi di altri animali

Il paragone con la celebre creatura di Frankenstein non nasce per caso. Così come il mostro del romanzo era fatto di parti diverse ricucite tra loro, anche questi dinosauri mescolavano caratteristiche che a prima vista sembrerebbero non appartenere allo stesso organismo. Ed è proprio questa mescolanza a renderli così affascinanti per chi studia il passato remoto della Terra.

Il richiamo alla giraffa porta subito alla mente l’immagine di un erbivoro slanciato, abituato a raggiungere il cibo là dove altri non arrivano. Il panda, dal canto suo, è l’esempio perfetto di un animale dall’aspetto robusto e imponente che però si alimenta quasi soltanto di piante. Poi c’è il bradipo, noto a tutti per quegli artigli ricurvi e vistosi che spuntano dalle zampe e che lo rendono inconfondibile.

Tre animali che nella realtà non hanno quasi nulla in comune, eppure nel piano corporeo di questi dinosauri trovavano una strana armonia. Il risultato era un essere coperto di piume, dalla corporatura insolita e dotato di strumenti che chiunque avrebbe scambiato per armi da predatore. E qui arriva il paradosso più curioso dell’intera faccenda.

A cosa servivano artigli lunghi oltre un metro

Quando si pensa a artigli giganteschi viene spontaneo immaginare un cacciatore feroce, pronto a squarciare le prede. Invece questi animali erano vegetariani, e proprio per questo la domanda su come impiegassero strumenti di quelle dimensioni diventa centrale. Un erbivoro con lame lunghe oltre un metro attaccate alle zampe rappresenta un’anomalia che non può passare inosservata.

Ed è esattamente questo il punto che rende il Frankenstein dei dinosauri un caso così particolare. Le dimensioni di quegli artigli non hanno eguali tra gli animali che hanno vissuto sulla terraferma, né tra quelli scomparsi né tra quelli ancora esistenti. Nessun’altra creatura terrestre ha mai sfoggiato qualcosa di simile, e già questo basterebbe a collocarli in una categoria tutta loro.

Il contrasto tra l’aspetto terrificante e una dieta a base di vegetali è ciò che spinge a interrogarsi sulla reale funzione di quelle enormi unghie. Uno strumento del genere, su un animale che non aveva bisogno di cacciare, solleva inevitabilmente la questione del suo utilizzo quotidiano. Il quesito su cosa ci facessero davvero questi dinosauri con artigli tanto sproporzionati resta il cuore del mistero che circonda queste creature.

Quel che è certo, almeno sul piano dei numeri, è il primato. Con i loro artigli più lunghi di oltre un metro, questi dinosauri piumati detengono il record assoluto per un animale terrestre, un traguardo mai raggiunto da nessun’altra specie vissuta sulla Terra.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
44 Condivisioni