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FlightAware ha portato Kalshi davanti a un tribunale di New York, accusando la piattaforma di mercati predittivi di aver usato i propri dati e il proprio marchio per costruire scommesse sui voli cancellati. La denuncia, depositata l’11 agosto 2026, chiede un risarcimento e soprattutto un provvedimento definitivo che vieti a Kalshi di continuare a utilizzare quelle informazioni. Il servizio di tracciamento aereo sostiene di non essere mai stato informato di nulla e di aver scoperto la cosa nel modo più imbarazzante possibile, ovvero quando i giornalisti hanno iniziato a chiedere commenti.
La sede scelta per la causa non è casuale. New York è lo stesso stato dove la procuratrice generale Letitia James ha già trascinato Kalshi in tribunale, con l’accusa di gestire di fatto un’operazione di gioco d’azzardo illegale. Due fronti aperti nella stessa giurisdizione, quindi, che arrivano in un momento in cui la piattaforma sta cercando di allargare il proprio catalogo di eventi su cui è possibile piazzare una posizione.
FlightAware, i mercati sui voli cancellati e la lettera ignorata
Il punto di partenza è luglio 2026, quando Kalshi ha aperto agli utenti la possibilità di scommettere sulla percentuale di voli cancellati in un determinato aeroporto entro una certa finestra temporale. Per verificare l’esito di quelle posizioni, la società dichiarava di affidarsi ai dati del Dipartimento dei Trasporti statunitense e a quelli di FlightAware. Già allora la risposta del fornitore di dati era stata piuttosto ruvida, senza margini di interpretazione. Nessuna azienda è autorizzata, e non lo sarà, a usare le informazioni raccolte attraverso la rete FlightAware per questo scopo, e qualsiasi cliente che violi i termini d’uso vedrà il proprio account chiuso.
Da lì è partita una lettera di diffida, inviata dopo aver scoperto che i mercati venivano presentati come verificati tramite FlightAware. Secondo quanto sostenuto nell’atto depositato, Kalshi ha continuato comunque per la propria strada. Ed è questo il nodo centrale della vicenda legale, perché oltre alla violazione dei termini contrattuali entra in gioco l’uso non autorizzato del marchio registrato, con il danno reputazionale che ne deriverebbe. Un fornitore di dati aeronautici che si ritrova associato, senza averlo scelto, a una piattaforma di scommesse.
Il timore delle compagnie aeree e la partita con i regolatori
Nella denuncia c’è anche un passaggio che riprende una preoccupazione già espressa dal settore del trasporto aereo. Mettere in piedi mercati predittivi sui voli significa creare un incentivo economico a provocare disagi, perché chiunque voglia guadagnare sulla piattaforma potrebbe teoricamente avere interesse a contribuire a una interruzione di massa del traffico aereo. Non è un dettaglio marginale, considerando quanto sia sensibile il tema della sicurezza negli aeroporti.
Kalshi, per la verità, ha provato a mettere qualche argine. La società applica regole contro l’insider trading, arrivando a verificare il datore di lavoro di un utente per alcune tipologie di scommessa, e impedisce a politici e atleti di puntare rispettivamente su elezioni e partite. Misure che però non hanno convinto i numerosi stati americani che continuano a considerare l’attività della piattaforma un normale gioco d’azzardo, con tutto ciò che comporterebbe in termini di licenze e vincoli.
Il regolatore di riferimento resta la Commodity Futures Trading Commission, che finora ha respinto diversi tentativi di limitare l’operatività della società. La causa avviata da New York rappresenta però una prova di forza diversa, su un terreno più scomodo. E ora a quel contenzioso si aggiunge quello civile promosso da FlightAware, che non discute la legittimità dei mercati predittivi in sé ma rivendica il controllo su come vengono usati i propri dati.
Alla richiesta di un commento sulla causa, Kalshi non ha ancora risposto.










