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I possessori dei Googlebook di prima generazione hanno finalmente una spiegazione sulla scomparsa di Find Hub, il servizio pensato per ritrovare i dispositivi smarriti. Google ha chiarito il motivo della rimozione e lo ha collegato alle differenze tra il modo in cui smartphone e computer portatili gestiscono il tracciamento. Secondo l’azienda l’app Android non è ottimizzata per seguire un laptop, in particolare quando il coperchio è chiuso e la macchina è in sospensione.
Per i nuovi Googlebook i primi passi non sono stati privi di intoppi, con qualche frustrazione legata al software che ha accompagnato il debutto. La sparizione di Find Hub però ha sollevato una questione decisamente più scomoda delle altre. Come ritrovare un portatile nuovo e costoso nel caso in cui venga perso o rubato? All’inizio Google non aveva fornito alcuna motivazione e così molti utenti si sono ritrovati a chiedersi se la funzione avesse semplicemente smesso di funzionare oppure se fosse stata abbandonata del tutto. Un silenzio che di certo non ha aiutato a tranquillizzare chi aveva appena investito in uno di questi dispositivi.
Perché Find Hub non funziona sui Googlebook
La spiegazione arrivata ora da Mountain View chiarisce almeno in parte cosa sia successo. Find Hub è stato progettato soprattutto per i dispositivi mobili, che hanno esigenze di localizzazione diverse rispetto a quelle di un computer portatile. Un telefono e un laptop insomma non si comportano allo stesso modo, e quello che funziona bene su uno non è detto che si adatti automaticamente all’altro.
Il punto critico individuato dall’azienda riguarda proprio lo stato in cui si trova la macchina. Secondo Google l’app Android su cui si basa il servizio non è pensata per il tracciamento dei laptop, e il problema diventa ancora più evidente quando il portatile viene chiuso e messo in sospensione. È una condizione molto diversa da quella di uno smartphone, e per questo la compagnia ha preferito togliere il supporto dai Googlebook di prima generazione piuttosto che lasciare attiva una funzione non adatta a questo tipo di dispositivo. Chiaramente la decisione non cancella del tutto i dubbi degli utenti, ma almeno chiarisce che non si è trattato di un malfunzionamento improvviso. La rimozione è stata una scelta legata alla natura stessa del servizio e a come è stato costruito fin dall’origine.
Cosa possono fare ora i possessori
Chi ha acquistato un Googlebook non resta completamente tagliato fuori dall’ecosistema di localizzazione. Il sito web di Find Hub continua infatti a essere accessibile anche da questi portatili, e attraverso il browser è possibile individuare gli altri dispositivi collegati al proprio account, come ad esempio uno smartphone o altri accessori compatibili.
La vera incognita però riguarda il laptop stesso. Google non ha ancora specificato se i Googlebook di prima generazione possano essere localizzati in qualche altro modo nel caso in cui vadano persi. E l’azienda non ha nemmeno fatto sapere se sia in arrivo un’alternativa o una nuova soluzione dedicata al tracciamento di questi portatili.
Fonte: TecnoAndroid


