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Un nuovo record mondiale nella trasmissione dati su fibra ottica arriva dalla Cina, dove un gruppo di ricercatori sostiene di aver raggiunto la velocità di 3,2 Petabit al secondo in tempo reale. Detto così può sembrare un numero lontano dalla vita di tutti i giorni, ma la faccenda riguarda da vicino il futuro della rete. La mole di informazioni che attraversa Internet continua infatti a crescere senza sosta, trainata soprattutto dall’intelligenza artificiale, dai servizi cloud e dai collegamenti tra data center.
Il nodo della questione però è un altro. Per reggere un traffico simile non basta rendere più veloci le singole connessioni. Bisogna piuttosto riuscire a far viaggiare una quantità sempre maggiore di dati attraverso le infrastrutture esistenti, sfruttando al meglio ciò che è già disponibile. Ed è proprio su questo terreno che si inserisce il risultato annunciato dai laboratori cinesi, un passo che punta dritto al cuore del problema della capacità.
Quanto valgono davvero 3,2 Petabit al secondo
Per farsi un’idea della portata dell’esperimento conviene tradurre il dato in qualcosa di più familiare. I 3,2 Petabit al secondo registrati corrispondono a 3,2 milioni di Gigabit al secondo. Una cifra che a fatica si riesce a immaginare e che, almeno in teoria, basterebbe a trasferire oltre 20.000 film in risoluzione 4K nel giro di un solo secondo. Numeri che danno bene la misura di quanto spazio ci sia ancora per spingere la tecnologia ottica oltre i limiti attuali.
Dietro il primato c’è il National Key Laboratory of Optical Communication Technology and Network, che ha lavorato fianco a fianco con Pengcheng Laboratory e Fiberhome Fujikura. La prova si è svolta su un collegamento lungo 10,3 chilometri, con una fibra multicore dotata di 24 nuclei di trasmissione. Ed è proprio questa particolare architettura del cavo a fare la differenza rispetto alle soluzioni più diffuse.
Il segreto sta nei 24 nuclei e nelle tre bande
Come si arriva a una capacità del genere? La chiave sta tutta nella struttura interna del collegamento. Invece di affidarsi a un unico nucleo, come avviene di norma, i ricercatori hanno sfruttato 24 percorsi indipendenti ricavati all’interno della stessa fibra. In pratica è come se dentro un singolo filo corressero contemporaneamente ventiquattro canali separati, ognuno capace di trasportare il proprio flusso di informazioni senza intralciare gli altri.
A questo si aggiunge un secondo elemento decisivo. Ciascuno di quei percorsi è stato combinato con tre diverse bande di lunghezze d’onda, identificate con le lettere S, C e L. Moltiplicando così le strade a disposizione della luce, la quantità complessiva di dati trasmessi è cresciuta fino a toccare il nuovo traguardo. Una strategia che non si limita ad accelerare il singolo segnale ma allarga lo spazio in cui le informazioni possono viaggiare, andando proprio nella direzione indicata dalla crescente domanda legata a cloud, intelligenza artificiale e collegamenti tra data center.
Il lavoro congiunto dei tre enti cinesi mostra quindi come la strada per aumentare la capacità della fibra ottica passi sempre più dalla moltiplicazione dei canali all’interno dello stesso cavo. Il test, condotto sui 10,3 chilometri della fibra con 24 nuclei e sulle bande S, C e L, ha portato alla trasmissione in tempo reale di 3,2 Petabit al secondo, il valore che i ricercatori indicano come nuovo record mondiale.
Fonte: TecnoAndroid


