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La Ferrari Luce è già esaurita per tutto il 2027. Chi sperava di mettersi in coda per la prima elettrica del Cavallino dovrà armarsi di pazienza, perché ogni esemplare previsto per il prossimo anno ha già trovato un proprietario. A confermarlo è stato l’amministratore delegato Benedetto Vigna durante la call sui risultati del terzo trimestre, precisando che le critiche arrivate sul design al momento del debutto non hanno scalfito la domanda.
Una berlina firmata Jony Ive che non si può più ordinare per il 2027
Il messaggio del manager è stato piuttosto diretto. Per il 2027 non c’è più margine e chi decide di muoversi adesso non troverà corsie preferenziali. “Se qualcuno si presenta oggi, dovrà attendere un anno per ottenere le vetture”, ha spiegato Vigna, descrivendo una situazione da vero sold out.
Le prime consegne ai clienti sono attese nel corso del quarto trimestre e qualche unità dovrebbe già comparire su strada entro la fine dell’anno. Nel 2027 prenderanno poi il via anche i test drive riservati agli acquirenti, un passaggio che secondo l’AD potrebbe spingere ancora più in alto l’interesse attorno al modello.
Si tratta della prima vettura a zero emissioni nella storia di Ferrari. Una berlina a cinque posti disegnata da Jony Ive, per anni alla guida del design di Apple, proposta in un’unica versione da 1.050 CV e con un prezzo di partenza di 550.000 euro per il mercato italiano. La presentazione di maggio non era andata esattamente liscia. I giudizi sull’estetica erano stati severi e in Borsa il titolo aveva lasciato sul terreno l’8,4% in una sola seduta. Gli ordini, nonostante tutto, hanno continuato ad arrivare.
Quanti esemplari e chi li ha comprati
Rimane però un punto poco chiaro, ovvero quante auto corrispondano davvero a questa allocazione. Il Cavallino non ha mai reso noti i volumi produttivi previsti per la Luce. Secondo alcune indiscrezioni il traguardo per quest’anno era di poco inferiore alle 500 unità, mentre l’obiettivo di lungo periodo punterebbe a 2.500 esemplari entro il 2030, cioè circa 600 all’anno.
Anche sull’identità dei compratori le notizie scarseggiano. C’è chi ipotizza che dietro le firme ci siano i fondatori di alcuni grandi laboratori di intelligenza artificiale, ma finché queste auto non inizieranno a circolare si tratta soltanto di supposizioni. Vigna ha evitato di fare nomi e si è limitato a parlare di “un buon mix in termini di clientela, ed è un buon mix anche in termini di geografia”.
Sotto la carrozzeria trova posto una batteria da 122 kWh con celle SK On. Il pacco batterie e i principali componenti elettrici vengono realizzati direttamente a Maranello e lo sviluppo dell’intero progetto ha richiesto oltre 60 nuovi brevetti.
Conti in crescita anche senza la nuova elettrica
Sul bilancio del trimestre la nuova arrivata non ha ancora inciso, dato che le consegne non sono partite. A trainare i risultati ci hanno pensato i modelli già a listino e la crescente richiesta di personalizzazioni, che secondo i vertici dell’azienda hanno rappresentato oltre il 21% dei ricavi legati a vetture e ricambi. Un contributo importante è arrivato anche dalle consegne della F80, l’hypercar prodotta in serie limitata.
I ricavi del periodo si sono attestati a 1,9 miliardi di euro, in aumento del 7% su base annua, mentre l’utile netto è salito del 13% fino a 431 milioni. Il risultato operativo ha raggiunto quota 563 milioni con un margine del 29,7%. Forte di questi numeri, la casa di Maranello ha ritoccato verso l’alto la guidance per l’intero anno e ora stima un utile rettificato di almeno 3 miliardi di euro, contro i 2,97 indicati in precedenza.
Fonte: TecnoAndroid


