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Nel cuore della Motor Valley, a Corlo di Formigine e a pochi chilometri da Maranello, ha aperto i battenti F40 Only, un centro interamente dedicato alla cura e alla conservazione delle Ferrari F40. Qui la prima hypercar della storia del Cavallino trova un punto di riferimento costruito su misura, con quella dose di passione che da queste parti non manca mai. Non a caso il posto è già stato ribattezzato “F40 Sanctuary”, perché mette insieme i massimi esperti della leggendaria vettura di Maranello sotto lo stesso tetto.
Il lavoro che si svolge in questa officina è di quelli che non passano mai di moda. Grazie ad attrezzature dedicate e alla diagnostica originale Ferrari, i proprietari possono affidare la propria auto con la massima tranquillità. Le vetture vengono letteralmente vivisezionate, riparate e perfezionate, e l’attenzione non si ferma alla meccanica. Gli specialisti si occupano anche della carrozzeria e degli interni, con un occhio di riguardo per la manutenzione preventiva.
Una hypercar nata per stupire
Per capire il valore di un centro simile basta ricordare cosa ha rappresentato questa supercar. Presentata nel 1987, con i suoi 324 km/h dichiarati diventò l’auto più veloce al mondo. Fu anche l’ultima Ferrari spinta da un motore turbocompresso e sviluppata sotto la supervisione diretta di Enzo Ferrari. Sul piano tecnico le uniche vere rivali erano la Porsche 959 e la Jaguar XJ220, che però non potevano contare sullo stesso fascino del bolide italiano.
La biposto di Maranello sfoggiava soluzioni molto avanzate per l’epoca, come il kevlar usato per rinforzare la scocca e la fibra di vetro impiegata per la carrozzeria, con un coefficiente aerodinamico di 0,34. Il passo misurava 2.450 mm mentre la carreggiata era di 1.594 mm davanti e di 1.606 mm dietro. Con appena 1.155 kg sulla bilancia regalava sensazioni di guida molto vicine a quelle di un’auto da corsa. La produzione, inizialmente prevista in 400 esemplari, arrivò in realtà a 1.315 unità.
Sotto il cofano lavorava un V8 da 2.936 cm³ frutto di uno studio approfondito. Il propulsore era sovralimentato da due turbocompressori IHI, con distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, quattro valvole e due iniettori per cilindro. Erogava 478 CV (352 kW) a 7000 giri/min e una coppia massima di 577 Nm a 4000 giri/min, con una spinta a dir poco brutale. Il cambio manuale a 5 marce più retromarcia era montato longitudinalmente e abbinato a una frizione bidisco a secco. Il rapporto peso potenza si fermava a 2,58 kg/CV e la potenza specifica toccava i 163 CV/litro. Bastavano 4,10 secondi per passare da 0 a 100 km/h e 11,30 secondi per arrivare a 200 km/h. Il prezzo di lancio era di 374 milioni di lire, ma sul mercato non ufficiale la F40 raggiunse cifre vicine a 1,5/2 miliardi di lire.
Restauri certosini e ricambi introvabili
I tecnici di F40 Only seguono interventi conservativi, riparazioni strutturali e ogni aspetto legato a questo modello. Mantenere una F40 in condizioni perfette non è affatto semplice, e lo dimostra il lavoro meticoloso svolto sull’esemplare acquistato da Lewis Hamilton e mostrato a Monza. Ogni componente dell’hypercar ha una propria storia e nel mondo del collezionismo acquista valore proprio per questo.
All’interno della struttura sono custoditi oltre 5.000 ricambi originali, una sorta di museo internazionale dove sono stati recuperati pezzi ormai impossibili da trovare altrove. Su un’auto che sfiora i quarant’anni i componenti autentici diventano fondamentali, anche per la valutazione economica. Al centro è stato affidato il restauro integrale della F40 Pre Serie n. 2, destinata a Pebble Beach, Anantara Roma e Cavallino Classic. Proprio al Cavallino Classic Modena 2026 la vettura ha ottenuto un Platinum Award e il titolo di Best of Supercar Class. Al prossimo raduno in Italia sono attese almeno 20 F40, per la gioia degli appassionati.
Fonte: TecnoAndroid


