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Da Maranello arrivano segnali interessanti su una Ferrari 296 destinata a diventare la più radicale della famiglia, e il dettaglio che fa più rumore riguarda proprio quello che potrebbe sparire sotto al cofano. La componente ibrida, cuore tecnologico del modello fin dal debutto, sembra destinata a essere messa da parte in favore di un approccio più tradizionale, tutto benzina e leggerezza. Il nome che circola per questa variante estrema è 296 Challenge Stradale, anche se dalla casa non è arrivata alcuna conferma ufficiale.
Vale la pena ricordare da dove si parte. Svelata il 24 giugno 2021, la 296 ha segnato uno spartiacque, diventando il primo modello di serie del Cavallino con sei cilindri dopo le Dino 206 GT, 246 GT e 246 GTS. Sotto la carrozzeria lavora un V6 biturbo a 120 gradi da 2.992 cc, capace di 488 kW, cioè 654 CV a 8.000 giri al minuto, affiancato da un’unità elettrica da 123 kW, pari a 165 CV, con 315 Nm di coppia. L’autonomia in modalità puramente elettrica si ferma a 25 km, ma i numeri che contano sono altri: 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, velocità massima oltre i 330 km/h, 819 CV combinati e un rapporto potenza peso di 560 CV per tonnellata.
Cosa si sa della 296 Challenge Stradale
Il prototipo è già stato fotografato nei dintorni di Maranello, con una carrozzeria che non nasconde le intenzioni. Frontale specifico, ampia ala posteriore, un lavoro aerodinamico che punta a portare il know how delle competizioni sull’asfalto di tutti i giorni. L’idea, insomma, è quella di una berlinetta omologata per la strada ma pensata per vivere in pista.
Oggi le 296 GTB e 296 GTS, insieme alla 296 Speciale, condividono il tre litri biturbo abbinato al motore elettrico posteriore. Nella Speciale il sei cilindri da solo tocca i 700 CV, mentre il sistema plug in hybrid, con batteria da 7,45 kWh, porta il totale a 881 CV, ovvero 51 CV in più rispetto ai modelli standard. La Challenge Stradale, invece, potrebbe abbandonare del tutto l’elettrificazione e affidarsi a un V6 da 720 CV. Meno potenza sulla carta, ma con tutta un’altra filosofia dietro.
Perché togliere l’ibrido ha senso
C’è una ragione tecnica e una emotiva. Chi frequenta i track day, in molti casi, preferisce un sound tradizionale e una risposta più diretta, senza l’intervento della componente elettrica. Poi ci sono i chili. Rinunciare a batteria e motore elettrico significherebbe alleggerire parecchio la vettura, con un obiettivo di peso a secco fissato attorno ai 1.300 kg, circa 170 kg in meno rispetto alla 296 stradale standard. Su un’auto pensata per girare veloce fra i cordoli, quella differenza si sente eccome.
Il contesto sportivo, del resto, gioca a favore. La Ferrari 296 GT3 Evo ha conquistato il primo titolo della sua storia nel GT World Challenge Europe, e quel bagaglio di esperienza è esattamente il materiale grezzo da cui nascono operazioni di questo tipo. Il lavoro sull’aerodinamica, applicato a una vettura targata e circolante su strada, potrebbe portare a risultati sorprendenti.
Un nome che pesa
La sigla Challenge Stradale non è stata scelta a caso. La Ferrari 360 Challenge Stradale ha dato origine a una stirpe di berlinette V8 aspirate alleggerite che ancora oggi viene inseguita dai collezionisti, con quotazioni ormai da capogiro. Comprare una Ferrari da track day con caratteristiche racing ma regolarmente omologata per l’uso stradale si è rivelato negli anni un investimento piuttosto solido, e la storia sembra pronta a ripetersi.
Sui tempi, per ora, si naviga a vista. Il debutto della variante più estrema della 296 non dovrebbe arrivare prima di novembre 2026.










