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Un drone d’attacco costruito, armato e pilotato interamente dai soldati, senza alcun supporto esterno. È il risultato raggiunto dal 2nd Cavalry Regiment dell’Esercito degli Stati Uniti, di stanza in Baviera, in Germania, che ha portato a termine con successo un attacco reale usando un velivolo assemblato in casa. Secondo il reparto si tratta del primo drone mai costruito e fatto volare dall’unità, equipaggiato con ordigni ricavati dalla stampa 3D e ribattezzati Dragoon Bombs.
La scelta del nome non è casuale. I soldati del 2CR sono conosciuti anche come Dragoni, e proprio a loro si deve l’intero processo, dall’assemblaggio al lancio. Il mezzo utilizzato è un Orqa MRM2-10, montato dai militari e dotato di un dispositivo elettronico di sicurezza e armamento collegato a un involucro stampato in 3D. Il raggio d’azione arriva fino a circa 19 chilometri.
Esercito USA: le Dragoon Bombs e la configurazione modulare
Il punto interessante di questi ordigni stampati in 3D sta nella loro flessibilità. La carica esplosiva può infatti essere modificata in base all’obiettivo. Aggiungendo delle sfere d’acciaio, quelle dei cuscinetti a sfera, la bomba diventa un’arma antiuomo pensata per colpire il personale nemico. Con una carica cava, invece, diventa adatta a neutralizzare mezzi con corazzatura leggera. Due missioni molto diverse, insomma, affidate allo stesso sistema di base.
Il capitano Michael Bapp, comandante di compagnia, ha sottolineato la portata della prova. “Questo è un primato per l’Esercito convenzionale, potenzialmente un primato per l’intero Esercito, trattandosi di un attacco cinetico reale con drone condotto senza il supporto di appaltatori o di qualsiasi unità esterna”, ha dichiarato.
Sulla stessa linea il colonnello Timothy Price, comandante del reggimento. “Il successo dell’attacco reale di oggi, con sistemi realizzati dai nostri Dragoni, armati dai nostri Dragoni ed eseguiti dai nostri Dragoni, dimostra che stiamo adattando ciò che abbiamo a disposizione ora per affrontare la minaccia con una forza capace e credibile”, ha spiegato.
La lezione arrivata dall’Ucraina
I grandi UAV fanno parte dell’arsenale militare statunitense da decenni. Ma l’impiego in guerra di piccoli droni commerciali ha attirato un’attenzione molto più ampia dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, nel 2022. Costi contenuti e una relativa facilità di reperimento hanno permesso a Kiev di compensare la superiorità numerica di Mosca. Oggi entrambi gli schieramenti ricorrono a questi velivoli sia per missioni tattiche sia per operazioni strategiche, e il loro uso si è esteso anche ad altri conflitti e zone di guerra, compresi quelli in Medio Oriente.
Quanto accaduto sul fronte ucraino non è passato inosservato alle forze armate americane, che da tempo stanno sperimentando queste tecnologie nei vari corpi. L’Esercito ha avviato un campo di addestramento di tre settimane chiamato Unmanned Advanced Lethality Course, dove i soldati imparano a usare la stampa 3D e a pilotare i droni, e sta sviluppando competenze interne per costruirli e ripararli in autonomia.
Non è l’unico fronte aperto. Il Corpo dei Marines ha realizzato un proprio drone stampato in 3D senza alcun componente di provenienza cinese, mentre la Marina degli Stati Uniti sta portando a bordo delle portaerei moduli containerizzati per la fabbricazione di droni.
Fonte: TecnoAndroid








