C’è un fastidio che chiunque abbia uno smartphone moderno ha provato almeno una volta, ossia vedere lo stesso video HDR comportarsi in modo completamente diverso passando da un dispositivo all’altro. Un filmato che sul telefono sembra perfetto può risultare slavato o troppo acceso sulla TV, e capita pure di restare quasi abbagliati quando, scorrendo i social al buio, parte all’improvviso un contenuto luminosissimo. Per mettere ordine in questo caos arriva Eclipsa Video, il nuovo formato HDR aperto che Google ha annunciato con il debutto di Android 17 e che, stando alle ultime voci, potrebbe presto fare capolino anche sui Galaxy grazie alla One UI 9.
Cos’è Eclipsa Video e perché Google ci ha lavorato
Il punto di partenza è semplice. Ogni schermo, oggi, interpreta i contenuti HDR a modo suo, complice anche la mancanza di regole condivise. Lo stesso video può quindi sembrare brillante su un telefono, smorto su un televisore, oppure mostrare colori che non hanno nulla a che vedere con quelli pensati da chi quel filmato lo ha girato.
Google descrive Eclipsa Video proprio come uno standard pensato per offrire un’esperienza HDR uniforme, a prescindere dallo schermo che si usa per la riproduzione. Il formato poggia sulla specifica aperta SMPTE ST 2094-50, sviluppata insieme ad Apple e NBCUniversal, e aggiunge al video una serie di istruzioni dinamiche che dicono ai dispositivi compatibili come riprodurre correttamente ogni singolo fotogramma. In pratica non sarà più lo schermo a decidere di testa sua, ma seguirà indicazioni precise per rispettare colori, contrasto e luminosità così come erano stati concepiti in fase di produzione.
Un HDR più gentile con gli occhi
Uno degli obiettivi principali riguarda il comfort visivo durante l’uso quotidiano del telefono. Google porta un esempio in cui tutti si ritrovano, ovvero lo scorrimento dei social in una stanza poco illuminata. Lì basta l’apertura improvvisa di un video HDR per scatenare quei picchi di luminosità che costringono ad abbassare manualmente lo schermo.
Con Eclipsa Video il problema viene gestito grazie a un controllo dinamico della luminosità, che tiene conto sia delle caratteristiche del display sia delle condizioni d’uso. I televisori più potenti continueranno a valorizzare le alte luci, mentre smartphone e tablet potranno ridimensionarle in modo intelligente, senza effetti troppo aggressivi. Il formato introduce anche un valore chiamato HDR Reference White, utile a mantenere sempre leggibili testo, interfacce delle app ed elementi SDR sullo schermo, pure durante la riproduzione di contenuti molto luminosi. A completare il quadro ci sono i metadati dinamici fotogramma per fotogramma, una tecnologia già vista su standard come Dolby Vision e HDR10+, che adatta di continuo la resa del video senza tradire l’intento di chi lo ha creato.
Android 17 lo supporta già e Samsung studia la mossa
Google ha confermato che Android 17 integra il supporto nativo a Eclipsa Video, il che vuol dire che telefoni, tablet e smart TV compatibili potranno usarlo senza installare nulla di aggiuntivo. Si potrà così registrare e riprodurre video HDR mantenendo molto più fedelmente la qualità originale, da un dispositivo all’altro.
La cosa interessa parecchio chi possiede un dispositivo Samsung. Secondo le indiscrezioni la One UI 9, basata su Android 17, potrebbe portare il supporto a Eclipsa Video su numerosi smartphone e tablet Galaxy. I prodotti dell’azienda coreana già parlano la lingua di HDR10, HDR10+ e HLG, ma il nuovo formato rappresenterebbe un passo avanti notevole, soprattutto in mobilità. Volendo lo si può leggere come l’evoluzione naturale di HDR10+ Adaptive, la tecnologia Samsung che regola la resa HDR in base alla luce ambientale, con in più la gestione raffinata dei metadati dinamici previsti dalla specifica SMPTE ST 2094-50.
C’è poi il fronte audio. Google e Samsung lavorano già a Eclipsa Audio, formato open source arrivato su alcune TV e soundbar Samsung del 2025. Stando ad alcune voci, in futuro Eclipsa Audio e Eclipsa Video potrebbero viaggiare insieme come soluzione unica, sulla falsariga di quanto fanno oggi Dolby Atmos e Dolby Vision. Se queste anticipazioni dovessero trovare conferma, il 2027 potrebbe diventare l’anno della diffusione vera e propria dell’ecosistema Eclipsa, con sempre più dispositivi Android e Galaxy pronti ad adottare lo standard.