La Royal Navy ha confermato che DragonFire, il nuovo sistema laser ad alta energia, è riuscito a neutralizzare droni in movimento a oltre 650 km/h. Questo dimostra una precisione e una velocità che pochi sistemi simili al mondo possono vantare. Si tratta di un passo decisivo verso l’integrazione operativa delle armi laser sulle navi britanniche, con un debutto anticipato rispetto a quanto previsto in un primo momento.
DragonFire nasce come progetto congiunto tra industria e difesa per dotare la marina di un’arma in grado di colpire bersagli aerei e di superficie con un raggio estremamente contenuto. Tutto senza necessità di munizioni tradizionali. Il sistema utilizza un fascio laser altamente concentrato, in grado di surriscaldare parti critiche del bersaglio fino a renderle inutilizzabili in pochi secondi. Nei nuovi test, il sistema ha mostrato la capacità di reagire rapidamente, mantenere il focus su oggetti molto veloci e operare in condizioni reali, non solo in laboratorio.
Il nuovo sistema laser DragonFire potrebbe essere il primo applicato fuori dai laboratori
Il vantaggio principale di un’arma di questo tipo è la drastica riduzione dei costi per colpo: mentre un missile può costare centinaia di migliaia di euro, un colpo laser ha un costo quasi trascurabile, limitato all’energia necessaria all’emissione. Questo significa che DragonFire potrebbe rappresentare una soluzione ideale contro sciami di droni o minacce ripetute, dove i sistemi convenzionali rischiano di diventare insostenibili.
La Royal Navy punta ora ad accelerare l’adozione del laser su alcune delle sue piattaforme principali. L’obiettivo è installarlo inizialmente su cacciatorpediniere e fregate, per poi ampliarne l’uso ad altri reparti della flotta. Se i tempi verranno confermati, DragonFire potrebbe entrare in servizio già prima della fine del decennio, diventando una delle prime armi laser effettivamente impiegate in scenari reali.
Oltre alla difesa aerea, il sistema potrebbe essere utilizzato anche contro imbarcazioni veloci, mine di superficie o altri bersagli tattici. Le capacità dimostrate suggeriscono che DragonFire potrebbe cambiare il modo in cui le marine affrontano le minacce moderne, privilegiando velocità, precisione e sostenibilità operativa.