Apollo non è un progetto da romanzo di fantascienza: è il nuovo sistema laser di Electro Optic Systems, pronto a cambiare il modo in cui si difendono aree sensibili dagli sciami di droni. La tecnologia, sviluppata in Australia, promette di abbattere fino a cinquanta piccoli velivoli al minuto, combinando potenza e rapidità in un pacchetto sorprendentemente compatto. La presentazione ufficiale avverrà a Londra durante il salone DSEI di settembre, ma l’interesse è già alto, soprattutto dopo che un Paese della NATO ha acquistato il primo modello da esportazione, aprendo la strada a un utilizzo operativo concreto.
Energia diretta contro droni: il nuovo sistema Apollo
A differenza dei sistemi tradizionali, Apollo non si basa su missili o munizioni costose. È un laser da centinaia di kilowatt in grado di concentrare energia in un fascio preciso, neutralizzando bersagli multipli con un costo praticamente limitato all’energia elettrica consumata. Anche in modalità isolata, il container da venti piedi che ospita il sistema conserva energia sufficiente per affrontare oltre duecento ingaggi, un dettaglio che rende la tecnologia adatta a scenari dove la rapidità e la continuità dell’azione sono essenziali.
Il sistema garantisce copertura a 360 gradi e può affrontare droni di piccole e medie dimensioni fino a tre chilometri, mentre i sensori di velivoli più grandi possono essere disturbati fino a oltre dieci chilometri di distanza. La velocità di riposizionamento del fascio, inferiore a due secondi per una rotazione di sessanta gradi, permette di affrontare sciami numerosi senza perdere un attimo, un fattore decisivo quando la rapidità di risposta fa la differenza tra successo e fallimento.
La scelta di racchiudere il sistema in un container standard da venti piedi lo rende facile da trasportare su camion, treni o navi e pronto all’uso in meno di due ore. Questa flessibilità consente di schierarlo sia in difesa di strutture strategiche sia in operazioni avanzate, adattandosi a diverse necessità operative. L’integrazione con i sistemi di comando NATO e la compatibilità con altre difese multilivello completano un quadro in cui la tecnologia si propone come una risposta concreta a una minaccia sempre più reale. Apollo rappresenta così non solo un passo avanti tecnico, ma anche un modo nuovo di affrontare conflitti in cui piccoli droni possono cambiare l’equilibrio sul campo, portando l’energia diretta dal laboratorio alla difesa attiva.
