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Doudna: dettagli tecnici relativi al nuovo dispositivo
Sul fronte hardware, il supercomputer abbandonerà i tradizionali processori x86 di Intel o AMD. Per poi adottare un’architettura ibrida formata da CPU Arm di nuova generazione e dai futuri GPU Rubin di Nvidia. Tale combinazione promette non solo una potenza di picco almeno dieci volte superiore a quella dell’attuale sistema più veloce in dotazione al laboratorio californiano. Ma soprattutto un salto di qualità in termini di modularità, efficienza energetica e flessibilità. Ciò rende il progetto un modello replicabile.
Il supercomputer presenterà una doppia anima. Da un lato, offrirà elaborazioni ad alta precisione per la scienza tradizionale. Dall’altro, sarà in grado di macinare calcoli a bassa precisione, fondamentali per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale di grande scala. Ciò senza sacrificare prestazioni o efficienza. Tale mix lo rende ideale per progetti che spaziano dalla modellazione di reattori a fusione alla simulazione di campi geotermici. Passando per l’ottimizzazione di algoritmi quantistici e lo studio di terapie genetiche di nuova generazione. Il nuovo supercomputer rappresenta il banco di prova di una strategia che punta a coniugare innovazione, ricerca e interessi pubblici in un unico ecosistema ad alte prestazioni.










