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Google Messaggi, in arrivo due novità attese dagli utenti

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Su Google Messaggi stanno per arrivare due novità che tanti utenti aspettavano da tempo, e la cosa curiosa è che non si tratta di funzioni eclatanti. L’idea di fondo è un’altra, cioè togliere di mezzo quei piccoli fastidi che rendono meno fluida la gestione delle conversazioni di ogni giorno. L’app, ormai diventata uno dei pilastri dell’esperienza Android, resta lo strumento principale con cui l’azienda spinge l’adozione delle chat RCS.

Il lavoro in corso riguarda l’interfaccia e il comportamento dell’app, con ritocchi pensati per rendere alcune operazioni più immediate. Interventi che sulla carta sembrano marginali, ma che pesano parecchio su un’applicazione usata decine di volte al giorno. E in fondo è proprio questo il punto, perché quando uno strumento fa parte della routine quotidiana anche il dettaglio più piccolo si nota.

Google Messaggi continua a evolvere

La strada imboccata è chiara ormai da un pezzo. Gli SMS e gli MMS restano supportati, certo, ma il futuro della piattaforma passa dalle chat RCS, che offrono un’esperienza molto più vicina alle app di messaggistica moderne. Anche la terminologia dice qualcosa. Nel Centro assistenza italiano l’azienda parla esplicitamente di Google Messaggi e di chat RCS, e l’app permette già di gestire conversazioni, archiviare, programmare l’invio e usare tante funzioni avanzate.

Un capitolo interessante riguarda la possibilità di mettere mano ai messaggi già spediti. La documentazione italiana conferma che un testo inviato può essere modificato entro 15 minuti, senza che conti se il destinatario lo ha già letto o ha risposto. Dopo la modifica, nella conversazione spunta l’etichetta “Modificato”. Un dettaglio che dice molto, perché segna la distanza dal vecchio modello degli SMS, dove il testo spedito era praticamente scolpito nella pietra.

Più l’app acquisisce funzioni, più saltano all’occhio le incoerenze dell’interfaccia. Ed è qui che gli ultimi ritocchi diventano importanti. Google vuole ridurre i passaggi necessari per gestire le conversazioni e rendere più coerenti alcune azioni che, pur essendo già disponibili, risultavano meno immediate rispetto ai concorrenti. Non sarebbe la prima volta, tra l’altro. Con il tempo sono arrivati la programmazione dei messaggi, gli strumenti per gestire le chat e opzioni sempre più sofisticate legate a RCS. Per i messaggi programmati, per esempio, si può aggiornare il contenuto, inviarlo subito oppure cancellarlo direttamente dalla conversazione. La gestione dei messaggi tradizionali, invece, ruota attorno a comandi come Copia, Inoltra, Informazioni ed Elimina, tutti accessibili tenendo premuto un elemento nella chat.

RCS è sempre più centrale per Google

Dietro questi piccoli aggiustamenti c’è una trasformazione ben più grande. Google Messaggi non è più solo l’app Android per SMS e MMS, ma sta diventando la porta d’ingresso a un intero ecosistema di comunicazione basato su RCS. La differenza è sostanziale, perché con RCS arrivano funzioni che gli SMS non erano stati pensati per gestire, dalla gestione evoluta dei contenuti multimediali alle conferme di lettura, fino alla modifica dei messaggi.

La diffusione di RCS anche sugli iPhone ha cambiato le carte in tavola. La documentazione italiana precisa che la modifica dei messaggi può funzionare pure nelle conversazioni individuali con utenti iPhone che hanno attivato le chat RCS, seppure con differenze legate al supporto delle singole funzioni. Insomma, ogni miglioramento va valutato non solo dentro Android, ma nel discorso più ampio dell’interoperabilità tra piattaforme.

Un avvertimento vale sempre. Quando spunta una funzione non significa che sia già attiva su tutti gli smartphone Android. Google usa spesso distribuzioni graduali e modifiche lato server, così due telefoni con la stessa versione dell’app possono mostrare temporaneamente funzioni diverse. Le novità viste nei test o nelle versioni più recenti, quindi, non vanno considerate automaticamente disponibili per tutti gli utenti italiani. La direzione però è netta, perché invece di ammucchiare nuove caratteristiche l’azienda sta curando anche la qualità dell’esperienza di tutti i giorni. E spesso è la correzione di quei comportamenti fastidiosi, più che l’ennesima funzione, a fare davvero la differenza per chi apre l’app decine di volte al giorno.

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