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Harvey Smith, il director di Dishonored, ha fondato un nuovo studio di sviluppo e la direzione è chiarissima fin dal nome: Black Pony Immersive. L’annuncio arriva da chi ha guidato creativamente uno dei giochi più amati degli ultimi quindici anni e che ora, insieme a Ben Horne, prova a costruire una casa nuova per gli immersive sim, quel genere fatto di scelte, sistemi che si parlano tra loro e situazioni che nascono sul momento, diverse per ogni giocatore.
Smith è rimasto nel team che ha dato vita a Dishonored dal 2008 fino al 2024, un arco di tempo lungo abbastanza da coincidere con l’intera parabola della serie. Horne, dal canto suo, è stato suo collega per oltre otto anni e ha lavorato anche a Redfall. I due si conoscono bene, insomma, e la nuova avventura parte da lì.
Cosa sarà davvero Black Pony Immersive
Il perimetro creativo è dichiarato senza giri di parole. Black Pony Immersive lavorerà su titoli costruiti attorno alle decisioni di chi gioca, con meccaniche interconnesse e i cosiddetti momenti emergenti, quelli che il designer non ha scritto ma che il sistema permette di far accadere. Il riferimento più immediato sono opere come Dishonored e il suo seguito, oppure i primi Deus Ex.
All’interno della nuova realtà, Smith assume il ruolo di CEO e director creativo, mentre Horne ricopre la carica di COO e produttore esecutivo. Una divisione dei compiti classica, con la parte creativa e quella gestionale affidate a due persone che hanno già condiviso parecchi anni di lavoro sullo stesso pavimento. “In un momento di forte instabilità per l’industria, sono orgoglioso di annunciare il passo successivo del mio percorso nel mondo dei videogiochi con la presentazione di un nuovo studio”, ha dichiarato Smith in un comunicato stampa. E poi ha aggiunto un passaggio che spiega meglio di qualsiasi presentazione istituzionale che tipo di giochi arriveranno: “Questo progetto riflette tutto ciò che abbiamo imparato e tutto ciò che ci è più caro. I miei ricordi preferiti legati al gaming nascono dal vedere i giocatori affrontare le sfide con creatività, immergendosi a fondo nel nostro world building. Cerchiamo di premiare i giocatori per la loro curiosità e la loro esplorazione. Nel nostro nuovo studio stiamo realizzando esattamente il tipo di giochi per giocatore singolo che ci appassionano di più”.
Il dettaglio da non sottovalutare è quello sul giocatore singolo. Nessun accenno a modalità online o strutture live, ma esperienze pensate per una persona sola davanti allo schermo.
Chi c’è dentro lo studio
La squadra non è composta da esordienti. Black Pony Immersive mette insieme sviluppatori che arrivano da Arkane Studios, Insomniac Games, Epic Games, Avalanche Studios e Volition, un mix di provenienze che copre buona parte dell’industria occidentale degli ultimi vent’anni. Tra questi compare anche Richard Bare, che ha lavorato gomito a gomito con Smith per oltre quindici anni in Arkane e durante la collaborazione su Deus Ex.
Horne ha voluto sottolineare proprio questo aspetto nel comunicato: “Questo gruppo lavora insieme da anni, in alcuni casi da decenni, ed è stato creato appositamente per realizzare i giochi ambiziosi che amiamo: gli immersive sim”. E ancora: “Condividiamo la visione di creare giochi che spingano oltre i limiti dell’immersione del giocatore. Non vediamo l’ora di svelare di più a breve”. Nessun titolo annunciato, per ora, nessuna finestra di uscita e nemmeno un’ambientazione accennata. Solo la promessa di novità in tempi ravvicinati, arrivata insieme alla presentazione dello studio.
Il momento, del resto, è vivace per il genere: da poco è arrivato Thick as Thieves, il nuovo immersive sim firmato da Warren Spector, un altro dei nomi storici legati a questo modo di intendere il design.










