Diossido di cloro contro il cancro. È questa la pratica che si svolge in una clinica di Londra, dove pazienti malati in fase terminale vengono infilati nudi, dal collo in giù, dentro un sacco di plastica mentre respirano un gas usato normalmente come sbiancante industriale. A gestire tutto è un ex produttore di gelato artigianale, e perfino lui ammette che il metodo possa rivelarsi pericoloso.
Alastair Jessel dirige la clinica Battersea Park, nella zona sud della capitale britannica. All’inizio di questo mese ha parlato in un podcast molto seguito da chi considera il diossido di cloro una specie di cura miracolosa, capace secondo loro di curare di tutto: dal cancro all’HIV, dal covid all’autismo. “Avere persone nude dentro un sacco è qualcosa che molti medici affrontano in una clinica, ma da imprenditore, trovarmi seduto di fronte a una persona nuda non era esattamente nei miei piani per questi ultimi anni. Però i risultati sono stati davvero incredibili”, ha raccontato durante la trasmissione.
Clinica di Londra: in cosa consiste davvero questo trattamento
Il protocollo più diffuso prevede che le persone ingeriscano alcune gocce di soluzione ogni giorno. Jessel invece applica un metodo quasi mai usato, ideato da Andreas Kalcker, tedesco e tra i principali promotori di questa sostanza simile alla candeggina. Qui si chiude la persona nuda nel sacco di plastica e la si espone direttamente al gas non diluito.
Jessel ha spiegato di aver chiesto, in un gruppo privato di altri influencer che spingono il diossido di cloro, se qualcuno avesse mai provato il cosiddetto “Protocollo G” di Kalcker. Nessuno ha risposto. “Il ‘Protocollo G’ è probabilmente il più pericoloso di tutti. Non l’ha mai fatto nessuno. Non so se sono la prima persona nel Regno Unito a provarlo, ma di sicuro sono una stranezza”, ha detto.
Sul suo sito Kalcker descrive gli usi del Protocollo G, ma non parla mai di cancro. Contattato, ha respinto l’idea che il trattamento sia pericoloso: “Applicato correttamente, con la semplice precauzione di evitare l’inalazione dei vapori, è una procedura ben tollerata”. Sul cancro alla pelle, però, sostiene che il metodo sarebbe “direttamente rilevante”.
Caroline Geraghty, infermiera specialista di Cancer Research UK, taglia corto: “Attualmente non esiste alcuna prova scientifica che l’esposizione al diossido di cloro sia un trattamento sicuro o efficace per le persone con cancro”. E aggiunge che affidarsi a rimedi non testati al posto delle terapie approvate può avere effetti collaterali pericolosi. Jessel, da parte sua, non ha risposto a una lista dettagliata di domande, limitandosi a rimandare al libro Forbidden Health di Kalcker.
Il ruolo degli Stati Uniti e il passato dell’imprenditore
Da decenni venditori di pseudoscienza propongono soluzioni di diossido di cloro con nomi tipo “Soluzione Minerale Miracolosa”, presentandole come cure per qualunque male. Nessuna prova credibile sostiene queste affermazioni. Eppure nell’ultimo anno l’interesse è tornato a salire, dopo che il segretario alla salute statunitense Robert F. Kennedy Jr. ha nominato la sostanza durante la sua audizione di conferma al Senato nel gennaio del 2025. Poco dopo, la FDA ha rimosso dal suo sito un avviso sul prodotto, dando di fatto coraggio a questa comunità di appassionati.
Jessel non ha alcuna formazione medica o scientifica. Prima era agente di borsa, poi proprietario di un’attività di piastrelle, infine imprenditore del gelato. Nel dicembre del 2021 ha registrato la clinica, offrendo all’inizio trattamenti con onde scalari, un concetto pseudoscientifico mai dimostrato. In un’intervista ha raccontato di essere diventato esperto di terapie alternative dopo aver guardato “tra le 150 e le 200 ore di video su come curare le persone in modo olistico”.
Tra i suoi clienti è comparso anche il tennista Novak Djokovic, che la scorsa estate ha usato la camera iperbarica della clinica. Una foto su Facebook è stata poi rimossa, una su Threads resta online. Djokovic non ha commentato.
Jessel sostiene che il cancro abbia nove cause, tra cui lo stress e un matrimonio conflittuale. Nel dicembre del 2024 il suo studio è stato perquisito. Le autorità hanno indagato, ma non hanno preso provvedimenti: la CQC ha spiegato che il caso usciva dal suo ambito, perché non è stato possibile individuare alcun professionista sanitario accreditato coinvolto.
Natalie Passant racconta che suo padre ha speso circa 4.600 euro per un trattamento contro un cancro alla prostata avanzato nel 2024, prima di morire nel febbraio del 2025. “Sono manipolatori e allontanano persone molto vulnerabili dai consigli medici”, dice. Eppure Jessel, a un certo influencer antivaccinista, l’anno scorso ha dichiarato: “Direi che adesso il 50% dei miei pazienti ha il cancro”.