Permettere ai fan di rielaborare i brani dei loro artisti preferiti, ma sempre con il consenso di chi quei pezzi li ha creati. È questa l’idea dietro Remix Lab, la nuova funzione che Deezer ha presentato mercoledì e che apre una strada piuttosto diversa rispetto a quella imboccata dalla concorrenza. Il punto interessante è che gli artisti vengono pagati per ogni ascolto di queste tracce rielaborate, non lasciati a guardare mentre qualcun altro lavora sulla loro musica.
Come funziona Remix Lab dentro l’app
La funzione compare nelle pagine di alcuni artisti selezionati, direttamente nell’applicazione. E qui sta la differenza sostanziale con gli altri servizi. Mentre molti puntano sull’intelligenza artificiale per generare i remix, Deezer ha scelto strumenti integrati che lasciano il lavoro creativo nelle mani degli utenti. Si può modificare il tempo di un brano, aggiungere riverbero oppure spingersi verso trasformazioni più ambiziose, come ha spiegato Pierre Trochu, responsabile prodotto, in un post pubblicato sul blog dell’azienda. Cambiare il genere musicale, ad esempio, o lo stile complessivo del pezzo.
Il confronto con i grandi nomi del settore aiuta a capire la posizione. YouTube consente ai creator di rielaborare le tracce sfruttando proprio l’intelligenza artificiale, e Spotify ha da poco stretto un accordo con Universal Music Group per cover e remix generati dall’AI. C’è chi storce il naso davanti a questa direzione, perché significa riempire le piattaforme di musica artificiale che rischia di mettere in ombra gli artisti veri, rendendo più difficile per loro farsi notare.
Una posizione netta contro la musica generata dall’AI
Da tempo Deezer ha preso le distanze da questo scenario. Di recente ha lanciato uno strumento che analizza le playlist di servizi come Spotify e Apple Music per individuare i brani prodotti dall’intelligenza artificiale. La piattaforma è inoltre tra le poche che rimuovono attivamente queste tracce dai consigli per gli utenti e le tengono fuori dalle playlist editoriali.
“Questo strumento di remix incarna alla perfezione la nostra visione: offrire un prodotto che arricchisce l’esperienza di ascolto per i fan, permettendo loro di partecipare al processo creativo e di costruire un legame più profondo con la musica che amano, direttamente nell’app di Deezer”, ha dichiarato l’amministratore delegato Alexis Lanternier. E ha aggiunto che tutto questo è reso possibile con la piena partecipazione degli artisti, nel rispetto dei diritti e massimizzando i guadagni per ogni traccia.
Per ora Remix Lab è disponibile soltanto in Francia, con l’intenzione, non ancora ben definita, di estenderlo ad altri Paesi più avanti. Il fatto che vada in netta controtendenza rispetto alla corsa all’AI lo rende qualcosa da tenere d’occhio. Se dovesse piacere a fan e musicisti, potrebbe dimostrare che l’invasione dell’intelligenza artificiale non è l’unico futuro possibile per l’industria musicale. E potrebbe anche diventare un modello su come pagare gli artisti mentre gli ascoltatori si divertono con i remix.
Al momento si possono rielaborare i brani di alcuni nomi francesi, tra cui Céline Dion, Alain Souchon, Alonzo, Ronisia, Mosimann, Tiakola e Zaho. Gli utenti hanno anche la possibilità di iscriversi a dei contest ospitati nel Deezer Club, con i vincitori che verranno annunciati ai primi di settembre. I remix premiati finiranno in una playlist dedicata e ogni vincitore riceverà due biglietti per un evento Deezer Purple Door, insieme a del merchandising esclusivo dell’artista coinvolto.