La guerra dei prezzi nel campo dell’intelligenza artificiale ha appena preso una piega inaspettata, con DeepSeek che nel giro di poche ore ha ribaltato la mossa aggressiva lanciata da OpenAI. Il laboratorio cinese ha presentato una versione rinnovata del suo modello V4 Flash, capace di offrire prestazioni di altissimo livello a un costo talmente basso da azzerare qualsiasi vantaggio che i rivali americani speravano di ottenere. E come se non bastasse, un secondo attore cinese, Moonshot, si è appena assicurato una montagna di GPU NVIDIA per potenziare i propri addestramenti.
DeepSeek: la Cina ha ribaltato la guerra dei prezzi in poche ore
Il punto di partenza è stato OpenAI, che aveva dato il via a una vera e propria offensiva sui prezzi scontando il suo GPT-5.6 Luna fino all’80 percento. Nel dettaglio, i token di input erano scesi a circa 0,18 euro per milione, partendo da quasi 0,90 euro, mentre quelli di output erano crollati a poco più di 1 euro per milione contro i circa 5,50 euro precedenti. L’azienda aveva spiegato la scelta parlando di nuove efficienze architetturali estratte dai propri modelli, ma quasi tutti hanno letto la mossa come l’apertura di uno scontro diretto con i laboratori cinesi.
La reazione non si è fatta attendere. Poche ore dopo, DeepSeek ha rilasciato una versione aggiornata del suo modello Flash, ribattezzata V4 Flash 0731. Il dato che colpisce è il rapporto tra dimensioni e risultati: parliamo di appena 284 miliardi di parametri, eppure le prestazioni sono paragonabili a quelle dell’Opus 4.8 di Anthropic, un modello che secondo molti supera i mille miliardi di parametri. Un divario enorme sulla carta, colmato con un’efficienza sorprendente.
Ma il colpo più duro riguarda proprio i costi. DeepSeek ha fissato il prezzo del V4 Flash 0731 a circa 0,13 euro per milione di token di input e circa 0,26 euro per milione di token di output. Numeri che spazzano via qualsiasi vantaggio competitivo che OpenAI sperava di costruire con i suoi sconti. In pratica, la mossa americana è stata neutralizzata prima ancora di poter fare effetto sul mercato.
Moonshot rafforza i muscoli con ventimila GPU NVIDIA
Sul fronte parallelo, Moonshot ha messo le mani su un cluster di calcolo composto da 20.000 GPU NVIDIA H200, ottenute tramite Alibaba. Un rafforzamento notevole della capacità di addestramento, che arriva in un momento tutt’altro che tranquillo per l’azienda. Di recente Anthropic e alcuni membri dell’amministrazione Trump hanno accusato Moonshot di aver distillato il suo modello Kimi K3 partendo dal Fable di Anthropic.
Gli Stati Uniti sospettano da tempo che alcuni ingegneri cinesi trasferiscano i propri modelli, salvati su hard disk, verso Paesi alleati per addestrarli con tecniche di reinforcement learning su GPU NVIDIA di ultima generazione. Secondo le accuse mosse da un funzionario dell’amministrazione, Moonshot possederebbe di nascosto alcuni server GB300 e sarebbe riuscita ad accedere a ulteriori unità passando dalla Thailandia.
Nel frattempo, dall’altra sponda dell’oceano, Thinking Machines si conferma l’unico laboratorio americano capace di tenere testa ai cinesi. L’azienda ha presentato Inkling-Small, un modello open-weight da soli 276 miliardi di parametri, con ragionamento nativo su audio e immagini e uno sforzo di elaborazione variabile. Sull’Artificial Analysis Intelligence Index, però, la classifica racconta la superiorità cinese: DeepSeek V4 Flash 0731 guida con un punteggio del 50 percento, mentre Inkling-Small si ferma al 40 percento, allineandosi alla precedente versione base del V4 Flash.


