Death Stranding sta per fare il salto dal videogioco al grande schermo, e a guidare l’operazione c’è Michael Sarnoski, il regista che molti hanno conosciuto con titoli capaci di lavorare sui silenzi e sulle atmosfere più che sull’azione pura. Eppure, parlando del progetto, ha voluto chiarire subito un punto: il film avrà ritmo, tensione e una buona dose di adrenalina, anche se non aspettatevi un bagno di sangue.
Un adattamento con azione ma senza eccessi
Le parole del regista sono piuttosto dirette. Il film di Death Stranding conterrà, a suo dire, “molta azione ed eccitazione”, ma la violenza resterà contenuta. La frase che ha fatto sorridere più di qualcuno è quella in cui ha promesso che “non vedrete un sacco di mascelle strappate via”. Un modo informale, quasi scherzoso, per far capire la direzione che vuole imprimere alla pellicola. Chi conosce il lavoro di Michael Sarnoski non si stupirà più di tanto. Il regista ha costruito la sua reputazione su storie dove l’emozione conta più dello spettacolo fine a se stesso. Il suo approccio sembra quindi puntare a mantenere quella tensione costante che ha reso celebre il videogioco firmato da Hideo Kojima, senza trasformarlo in un susseguirsi di scene splatter.
Tra Robin Hood e il mondo di Kojima
Nel frattempo Sarnoski non si è fermato. Oltre al progetto legato a Death Stranding, il regista sta lavorando anche a The Death of Robin Hood, un altro film che promette di rileggere un personaggio classico con uno sguardo diverso dal solito. Due lavori molto distanti tra loro, ma che raccontano bene la sua voglia di muoversi tra generi e registri differenti.
Il fatto che a occuparsi della trasposizione cinematografica sia proprio lui dice molto sulle intenzioni della produzione. Non un blockbuster gonfio di effetti speciali, ma qualcosa che prova a restare fedele allo spirito originale dell’opera di Hideo Kojima, fatto di lunghi viaggi, connessioni umane e un senso di solitudine che attraversa tutta l’esperienza di gioco. L’attesa per il film di Death Stranding resta alta, soprattutto tra i fan del videogioco, curiosi di vedere come una storia tanto particolare potrà funzionare lontano dal joypad. Le premesse, almeno a parole, sembrano andare nella direzione giusta.