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David Fincher non rinnova con Netflix: cosa cambia per Mindhunter

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David Fincher ha deciso di chiudere ufficialmente il suo rapporto in esclusiva con Netflix, e la notizia porta con sé una conseguenza che molti appassionati temevano da tempo: le speranze di rivedere Mindhunter si riducono praticamente a zero. Il regista non rinnoverà il contratto che lo lega alla piattaforma e che scade nel 2027. Il suo prossimo film, quello che lo riporta a lavorare con Brad Pitt, sarà quindi l’ultimo progetto nato all’interno di questo accordo.

In oltre dieci anni di attività, durante i quali ha prodotto una lista quasi infinita di serie e film, il colosso dello streaming ha collaborato con grandi cineasti che non si sono fatti problemi a distribuire le proprie opere in modo meno tradizionale. Basta pensare a Martin Scorsese con The Irishman, ad Alfonso Cuarón con Roma o a Guillermo del Toro con il suo Pinocchio. Nomi di peso, certo. Eppure nessuno è stato legato alla piattaforma quanto Fincher.

Un legame lungo più di dieci anni

La storia tra il regista e la piattaforma comincia ben prima del contratto in esclusiva. Tredici anni fa Fincher era già produttore esecutivo di House of Cards e ne aveva diretto i primi due episodi, contribuendo a lanciare una delle serie con cui Netflix iniziò a distinguersi davvero. Da lì il rapporto si è consolidato, fino all’intesa esclusiva firmata nel 2020.

In questi anni sono arrivati i suoi due ultimi lungometraggi, Mank e The Killer, entrambi sviluppati per lo streaming. Il prossimo titolo è il nuovo film dedicato a Cliff Booth, il personaggio di C’era una volta a Hollywood interpretato da Brad Pitt, che torna così nei panni dello stuntman. Nel cast figurano anche Elizabeth Debicki e Scott Caan. Si tratta di un capitolo derivato dal film originale e, a quanto pare, sarà anche il congedo di Fincher dalla compagnia.

Secondo fonti vicine al regista, la scelta di non rinnovare non nasce dalla volontà di firmare con un altro studio. Una strada diversa rispetto a quella di Noah Baumbach, che dopo aver realizzato i suoi ultimi quattro film per Netflix ha invece trovato una nuova casa altrove. Fincher non esclude nemmeno di girare il suo prossimo lavoro proprio con la piattaforma. Semplicemente, in questo momento non sente il bisogno di vincolarsi con un grande accordo a nessuna società e preferisce muoversi in autonomia.

Cosa significa per Mindhunter

Per i fan di Mindhunter la notizia non è certo delle migliori. Va detto però che già da tempo le possibilità di vedere una terza stagione della serie, considerata da molti un piccolo gioiello del genere, erano piuttosto scarse. La fine del contratto in esclusiva rende questo scenario ancora più lontano, visto che il progetto restava strettamente legato al rapporto tra il regista e la piattaforma.

Fincher, comunque, non è l’unico partner creativo ad aver chiuso il proprio accordo con Netflix negli ultimi tempi. Oltre a Baumbach, anche Shawn Levy, produttore esecutivo di Stranger Things, ha preso un’altra direzione e ora sarà legato a Walt Disney Co. Un piccolo esodo di nomi importanti che ha coinvolto figure centrali per l’identità della piattaforma.

Fonte: TecnoAndroid

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