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Data center in Italia: annunci +137% e stipendi più alti

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Il lavoro nei data center in Italia sta attraversando una fase di crescita evidente, con annunci aumentati del 137% e stipendi più generosi per chi possiede competenze specializzate. Lo mette nero su bianco una ricerca di Indeed Hiring Lab, il centro studi del portale per la ricerca di impiego, che ha analizzato offerte, retribuzioni proposte e ricerche dei candidati in dieci Paesi europei. Al centro dell’indagine ci sono le strutture che ospitano i server necessari a elaborare e conservare dati, compresi quelli usati dai sistemi di intelligenza artificiale.

Il dato italiano si colloca tra i più marcati del continente, insieme a quelli di Spagna e Irlanda. E il contrasto con il resto del comparto tecnologico salta subito all’occhio, perché nello stesso periodo la domanda di personale negli altri settori tech europei rimane sotto i livelli precedenti alla pandemia. Il peso dei data center sul mercato occupazionale resta comunque contenuto. Gli annunci che li citano rappresentano l’1,1% del totale pubblicato su Indeed in Italia e in Spagna, mentre in Irlanda si arriva al 4,9%.

Guardando più da vicino le offerte italiane, il 17% riguarda personale per infrastrutture informatiche, gestione operativa e assistenza tecnica. Subito dopo compaiono le posizioni legate allo sviluppo software. Le aziende cercano in sostanza due tipi di figure, cioè professionisti capaci di mantenere sempre operativi sistemi e servizi digitali e personale necessario per costruire nuovi impianti.

Ricerche triplicate e buste paga più pesanti

Anche dal lato dei candidati qualcosa si muove. In Italia, Spagna e Polonia la quota di ricerche su Indeed contenenti termini legati ai data center è triplicata tra agosto 2024 e agosto 2026. Va detto però che nei dieci mercati presi in esame queste ricerche valgono ancora meno dello 0,1% del totale. L’analisi si basa sulle parole chiave presenti negli annunci e nelle ricerche, un metodo utile per misurare le tendenze sulla piattaforma ma con un perimetro diverso da quello di un vero censimento dell’occupazione.

Il capitolo più interessante riguarda probabilmente le retribuzioni, che mostrano differenze piuttosto nette. Per le mansioni di installazione e manutenzione lo stipendio base mediano offerto dalle strutture italiane supera del 50% quello proposto per le stesse occupazioni in altri ambiti. Per gli sviluppatori software il divario scende al 23%. Gli stessi ricercatori invitano a considerare questi valori come semplici indicatori di tendenza, visto il numero limitato di offerte che riportano informazioni salariali.

Investimenti miliardari e il ruolo di Milano

La richiesta di competenze va di pari passo con la costruzione di nuove infrastrutture. La European Data Centre Association, l’organizzazione che rappresenta i gestori europei del settore, stima 176 miliardi di euro di investimenti per costruzione e allestimento dal 2026 al 2031. La Commissione europea punta ad almeno triplicare la capacità dei data center nell’Unione entro i prossimi cinque o sette anni, favorendo autorizzazioni più rapide e un accesso più agevole alle risorse energetiche.

In Italia il polo principale resta l’area di Milano, dove si concentra gran parte dei grandi impianti. Secondo i dati del Politecnico di Milano la capacità installata nel Paese è passata da 282 megawatt nel 2020 a 609 megawatt nel 2025, più che raddoppiata in cinque anni.

Proprio nell’hinterland milanese si inserisce uno dei progetti più rilevanti. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riconosciuto l’interesse strategico nazionale dell’iniziativa di K2 Strategic, società che sviluppa grandi infrastrutture digitali, con un investimento stimato di 5,3 miliardi di euro tra Zibido San Giacomo e Lacchiarella. Il ministero prevede una media di 2.000 occupati all’anno durante i quattro anni di costruzione e sviluppo. Nella fase operativa la stima è di circa 200 posti diretti e 1.300 nell’indotto, cioè nelle attività collegate alla gestione e alla manutenzione.

Fonte: TecnoAndroid

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