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Il nome di Agent di Rockstar riaffiora periodicamente tra i ricordi degli appassionati come uno di quei progetti che avrebbero potuto cambiare molte cose e che invece non hanno mai visto la luce. Negli anni 2000 Rockstar Games scelse infatti di cancellare lo sviluppo di questo atteso titolo di spionaggio per concentrare tutte le proprie energie su GTA, la serie che più di ogni altra ha costruito la fama dello studio. Fu una decisione netta, di quelle che a distanza di anni continuano a incuriosire chi segue da vicino la storia dei videogiochi.
Per capirne il peso conviene tornare indietro al 2009. In quel periodo il pubblico avrebbe potuto mettere le mani su qualcosa di davvero raro, cioè la prima e storica esclusiva PlayStation firmata dalla compagnia inglese. Non era un dettaglio secondario. Rockstar era già allora un colosso senza eguali nel settore e ogni sua mossa veniva osservata con grande attenzione da giocatori e addetti ai lavori. Legare un nuovo progetto a una sola piattaforma avrebbe rappresentato un passo insolito per uno sviluppatore abituato a parlare a una platea enorme.
Un accordo arrivato a un passo dalla firma
La società era arrivata davvero vicina a chiudere un accordo per la sua nuova proprietà intellettuale. Agent avrebbe dovuto essere proprio questo, un marchio inedito costruito attorno al mondo delle spie e pensato per vivere in esclusiva su PlayStation. Per uno studio identificato da tutti con le strade caotiche di Grand Theft Auto si trattava di un cambio di registro piuttosto marcato, un tentativo di esplorare atmosfere diverse e di allargare il proprio catalogo con una serie tutta nuova.
Ed è qui che la vicenda di Agent di Rockstar diventa interessante. Un progetto del genere avrebbe potuto dare vita a un nuovo filone, affiancando il franchise principale con un titolo dal tono e dall’impostazione differenti. Le premesse c’erano tutte, a cominciare dal nome della software house che lo stava portando avanti e dall’interesse che una produzione di spionaggio firmata da quella squadra era in grado di generare. Eppure l’intesa, pur essendo a un soffio dalla conclusione, non si tradusse mai in un gioco concreto da avviare sulle console.
Il sacrificio sull’altare di GTA 4
Alla fine la bilancia pendette in modo deciso verso la saga più redditizia e riconoscibile. Rockstar Games preferì puntare tutto su GTA 4 e sul marchio che da anni rappresentava il suo biglietto da visita, mettendo da parte il progetto dedicato allo spionaggio. In pratica Agent venne sacrificato per non disperdere risorse e attenzioni lontano dalla serie principale, quella su cui la compagnia aveva costruito la propria posizione nell’industria.
Una scelta di priorità, dunque, più che una bocciatura dell’idea in sé. Quando uno studio ha tra le mani un franchise di quella portata, ogni energia spostata altrove pesa parecchio e la decisione presa allora va letta proprio in quest’ottica. Il titolo di spionaggio restò così fermo, schiacciato dall’importanza di Grand Theft Auto e dalla volontà di concentrarsi su ciò che garantiva i risultati più solidi. Il progetto venne quindi cancellato e quella che avrebbe potuto diventare la prima esclusiva PlayStation di Rockstar rimase soltanto sulla carta, mentre la compagnia proseguiva per la strada già tracciata da GTA.
Fonte: TecnoAndroid


