Quando si parla di Daredevil e dei volti che ne hanno definito l’identità, è quasi impossibile non pensare a Vincent D’Onofrio nei panni di Wilson Fisk. Eppure, dietro a una delle interpretazioni più apprezzate degli ultimi anni, sembra ci sia stata una fase iniziale tutt’altro che semplice. L’attore ha aperto una piccola finestra su quel periodo, e quello che ha raccontato lascia intendere che non tutto filasse liscio come si potrebbe immaginare guardando il risultato finale sullo schermo.
La star, che il grande pubblico ricorda anche per Full Metal Jacket, ha messo in chiaro una cosa: la prima versione dello show non rispecchiava affatto la sua idea del personaggio. Parole misurate, ma che dicono molto. Quando si interpreta un cattivo del calibro di Kingpin, la coerenza della visione conta eccome, e a quanto pare all’inizio qualcosa non quadrava sul piano della scrittura.
Il nodo degli sceneggiatori e il sostegno arrivato dalla Marvel
Il punto su cui D’Onofrio si è soffermato riguarda proprio gli sceneggiatori originali di Daredevil. Secondo l’attore, mancava la giusta mentalità per costruire il personaggio nel modo in cui lo sentiva. Non una critica buttata lì tanto per fare polemica, ma una riflessione su come certe scelte di base possano cambiare radicalmente la direzione di un progetto. Quando chi scrive non condivide la stessa lunghezza d’onda di chi interpreta, le frizioni sono praticamente inevitabili.
A bilanciare questo aspetto, però, c’è stato un elemento che l’attore ha voluto sottolineare con parole positive. Il supporto creativo ricevuto dai dirigenti Marvel ha fatto la differenza. È un dettaglio che spesso resta invisibile agli occhi degli spettatori, ma che racconta molto del modo in cui certe produzioni riescono a raddrizzare la rotta quando qualcosa rischia di prendere la piega sbagliata. Avere alle spalle persone disposte ad ascoltare e a dare fiducia, in un contesto del genere, vale tanto quanto un buon copione.
Il personaggio di Wilson Fisk è poi diventato uno dei punti di forza dell’intero universo televisivo legato al supereroe cieco, attraversando le due serie con una presenza scenica difficile da dimenticare. Le dichiarazioni di D’Onofrio aiutano a capire quanto lavoro, e quante discussioni, ci siano stati dietro a una costruzione che oggi viene celebrata da fan e critica. Non è banale che un interprete si esponga così apertamente sulle difficoltà iniziali, soprattutto quando il risultato finale è stato accolto con tanto entusiasmo.