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Czinger 21C Spyder: l’auto da 1.250 CV e freni stampati in 3D è la più aggressiva

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Alla Monterey Car Week 2026 la californiana Czinger ha alzato il telo dalla Czinger 21C Spyder, terza declinazione di una hypercar che già nelle versioni HDF e VMax aveva fatto discutere parecchio. Trenta esemplari, non uno di più, assemblati a Los Angeles e proposti a partire da 2,38 milioni di euro. Cifra che fa girare la testa, certo, ma qui il punto non è solo il prezzo: è un pacchetto tecnico che prova a spostare il confine di cosa si può fare con una macchina stradale.

La novità più interessante, quella che davvero merita attenzione, si chiama BrakeNode. Un impianto frenante progettato con ottimizzazione topologica e realizzato in produzione additiva, cioè stampato. In un solo componente convivono il montante della sospensione, la pinza del freno e i condotti del fluido idraulico. Non tre pezzi assemblati, uno soltanto. Il risultato dichiarato è una riduzione dello spazio di frenata fino al 15%, che su una vettura di questo peso e di queste velocità non è un dettaglio da poco.

Freni ripensati da zero, con i pistoni in titanio

Czinger 21C Spyder: l'auto da 1.250 CV e freni stampati in 3D è la più aggressiva

Le pinze anteriori adottano pistoni in titanio, scelta che aiuta a tenere il liquido idraulico più freddo del 15% rispetto a soluzioni con pistoni in acciaio inossidabile. Meno calore vuol dire meno fading, quindi frenate più costanti quando si insiste. I dischi sono carboceramici, da 16,1 pollici davanti e 15,3 pollici dietro. C’è poi un vantaggio pratico che i proprietari apprezzeranno: per sostituire pastiglie o dischi non serve scollegare la pinza, e la manutenzione diventa una faccenda meno complicata rispetto a un impianto tradizionale.

Il cuore della hypercar resta il V8 biturbo da 2,88 litri di tipo flat plane, montato in posizione centrale e longitudinale. Attorno lavorano tre motori elettrici sincroni a magneti permanenti, due sull’asse anteriore e un motogeneratore collegato direttamente all’albero motore. La somma dei conti porta a 932 kW, ovvero 1.250 CV, con 750 CV che arrivano dal benzina e 500 dalla parte elettrica. La coppia dichiarata è di 938 Nm a 11.000 giri al minuto, un regime che dice molto sulla natura di questo propulsore.

Numeri che non lasciano scampo

Sulla bilancia la 21C Spyder segna 1.620 kg, e no, non è una piuma come si potrebbe immaginare guardandola. Il rapporto tra potenza e cilindrata resta però impressionante, 260 CV per litro. La trasmissione è affidata a un cambio a sette rapporti a frizione singola sviluppato insieme a Xtrac, soluzione da corsa applicata a una macchina targata. Con il tetto chiuso la velocità massima toccata è di 330 km/h, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in 1,92 secondi.

Il capitolo aerodinamica merita una riga a parte. La 21C genera 1.482 kg di deportanza a 241 km/h, valore che sale a 1.500 kg con il tetto installato, grazie anche a un diffusore posteriore dedicato. Sono numeri da prototipo da pista, applicati però a una vettura che nasce per essere guidata su strada da chi può permettersela.

E qui arriva il particolare che rende la Czinger 21C diversa da qualsiasi altra proposta simile. L’abitacolo mantiene la configurazione a due posti in tandem, con il passeggero seduto dietro al guidatore, e il sedile posteriore è stato disegnato per accogliere persone fino a 1,95 metri di altezza. Un limite dichiarato, quasi come su un’attrazione, ma che garantisce un comfort accettabile a entrambi gli occupanti nonostante l’impostazione dichiaratamente racing di tutto il resto.

Trenta unità significa che questa macchina resterà un oggetto raro, quasi mitologico, visibile più nei video e nelle fiere che sulle strade. La produzione, come per le versioni precedenti, avverrà interamente negli stabilimenti californiani, dove l’azienda gestisce internamente anche la parte di stampa 3D dei componenti strutturali.

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