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Cyberattacchi in Italia, 3.271 eventi in 9 mesi: superato il 2025

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Nei primi nove mesi del 2026 l’Italia ha già registrato 3.271 eventi legati ai cyberattacchi, un numero che supera i 2.729 contati nell’intero anno precedente. Di questi, 1.922 hanno avuto un impatto confermato e sono stati quindi classificati come veri e propri incidenti informatici. I dati sono stati presentati dal direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, intervenuto in audizione davanti alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato durante l’esame del disegno di legge sul rafforzamento delle capacità di difesa nazionale.

Una parte di questa crescita dipende anche da un cambio di regole. Da gennaio 2026 sono infatti scattati gli obblighi di notifica previsti dalla direttiva Nis2, e questo ha fatto salire il numero di segnalazioni arrivate all’Acn. Il balzo rispetto al 2025 va letto quindi tenendo conto anche di questo nuovo quadro normativo, che impone ai soggetti coinvolti di comunicare gli episodi subiti.

Ransomware, nel mirino fabbriche, finanza e aziende tecnologiche

Tra le minacce più pesanti continuano a esserci gli attacchi ransomware. Si tratta di sistemi che bloccano l’accesso a dispositivi elettronici e file personali per poi chiedere un riscatto in cambio del ripristino. Secondo i dati raccolti dal Computer security incident response team Italia, il Csirt Italia, le vittime da inizio anno sono state 149. A finire sotto attacco sono state soprattutto imprese manifatturiere, operatori finanziari e aziende tecnologiche, che si sono viste interrompere le attività e rendere indisponibili i propri dati.

In diversi casi il danno non si è fermato al semplice blocco dei sistemi. Gli aggressori hanno anche sottratto informazioni, minacciando poi di renderle pubbliche per ottenere il pagamento. Una doppia forma di estorsione che colpisce le vittime sia sul piano operativo sia su quello della riservatezza dei dati.

Il lavoro di monitoraggio dell’Acn ha fatto emergere anche altri numeri di rilievo. Quasi 45 mila asset e servizi sono risultati esposti a rischio e oltre 3.200 sono stati giudicati potenzialmente compromessi. L’Agenzia ha spedito quasi 72 mila comunicazioni di allertamento e pubblicato più di mille alert. Le attività di scrutinio tecnologico hanno permesso inoltre di scoprire nel corso del 2026 ben 45 vulnerabilità zero day, 35 delle quali con un livello di gravità elevato.

Attacchi DDoS in calo e il ruolo della difesa cibernetica

Le tensioni geopolitiche continuano a riversarsi anche nel cyberspazio. Lo fanno soprattutto attraverso campagne hacktiviste basate su attacchi DDoS, cioè tentativi di mettere fuori uso un sito web, un server o una rete sommergendoli con una quantità enorme di traffico o di richieste. Da inizio anno ne sono stati contati più di 500, il 35% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Per l’Acn gli effetti sono stati in generale contenuti, anche grazie all’attività di allertamento tempestivo svolta dal Csirt Italia.

Nel corso dell’audizione è stato sottolineato pure il peso della cooperazione tra istituzioni civili e militari nella gestione delle crisi informatiche. Secondo l’Agenzia il disegno di legge risulta coerente con l’assetto nazionale della sicurezza informatica. L’articolo 7 definisce infatti lo «Spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato» e stabilisce le attribuzioni del Capo di Stato maggiore della Difesa, nel rispetto delle competenze del presidente del Consiglio e degli altri soggetti che compongono l’architettura cyber del Paese, Acn compresa.

Fonte: TecnoAndroid

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