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Alcuni esemplari del nuovo Google Home Speaker stanno scaricando in background quantità di dati davvero fuori scala, che per certi proprietari arrivano a centinaia di gigabyte. Nell’ultima settimana sono emerse diverse segnalazioni su un comportamento piuttosto strano: lo speaker sembra restare in contatto costante con i server dell’azienda e continua a prelevare dati anche quando nessuno lo usa. Non si tratta di un consumo legato a musica, podcast o comandi vocali. Il traffico parte da solo e prosegue a lungo, spesso nelle ore notturne.
Gigabyte scaricati senza che nessuno usi lo speaker
Uno dei casi documentati rende bene l’idea della portata del problema. Un Home Speaker rimasto fermo per un’intera giornata, senza ricevere comandi vocali né riprodurre contenuti multimediali, ha consumato 17 GB di dati in 24 ore. La parte più consistente si è concentrata in un solo momento: alle 3 del mattino, ora del Pacifico, il dispositivo ha scaricato 9,99 GB tutti insieme. Proprio l’orario fa pensare a un possibile legame con dei tentativi falliti di scaricare il firmware. Gli aggiornamenti di sistema vengono infatti programmati di solito nelle ore notturne, quando l’apparecchio è inattivo. Se il download si interrompe e ricomincia da capo, il conto dei dati sale rapidamente.
Non è stato un episodio isolato. Lo stesso altoparlante, il 13 ottobre, aveva già scaricato 41 GB in un solo giorno. Allargando lo sguardo agli ultimi 30 giorni, il totale arriva a 132 GB. Sono numeri che nessuno si aspetterebbe da uno smart speaker, un oggetto che in condizioni normali dovrebbe accontentarsi di un traffico molto contenuto.
Al momento però non è chiaro quanto sia diffuso il problema. Un secondo Home Speaker, usato poco e installato in un’altra abitazione, nell’ultimo mese ha consumato appena 2 GB. Anche gli altri dispositivi della famiglia Google Home e Nest non sembrano coinvolti. Nella stessa casa dello speaker colpito sono presenti diversi Nest Hub, e nessuno di questi mostra un comportamento anomalo. L’impressione è che il difetto riguardi soltanto il nuovo altoparlante e, per giunta, non tutte le unità.
Come controllare i consumi e cosa succede con i piani limitati
Verificare se il proprio speaker è tra quelli interessati non è complicato. La maggior parte dei router permette di vedere quanti dati ha usato ogni singolo dispositivo collegato alla rete domestica. Chi utilizza Nest Wifi può farlo direttamente dall’app Google Home: basta aprire la scheda Wifi in alto, entrare nella sezione Dispositivi, selezionare lo speaker e consultare i grafici di utilizzo. È possibile passare dalla vista su un giorno a quella su sette o trenta giorni, così da individuare eventuali picchi sospetti e capire in quali orari si verificano.
La questione diventa seria soprattutto per chi ha una connessione con un limite di traffico. Con più Home Speaker in casa e un piano dati ridotto, il tetto mensile può essere superato in pochissimo tempo, ed è esattamente quello che è già successo ad alcuni utenti. Un singolo dispositivo che scarica decine di gigabyte al giorno basta da solo a esaurire buona parte della soglia. Moltiplicato per due o tre altoparlanti, il rischio di sforare diventa molto concreto.
Google ha riconosciuto l’esistenza del problema in una dichiarazione diffusa il 19 ottobre. L’azienda ha spiegato che una correzione è già in fase di distribuzione e che dovrebbe risolvere il malfunzionamento per gli utenti coinvolti.
Fonte: TecnoAndroid


