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Il cursore del mouse è inclinato verso sinistra da quasi 50 anni e quasi nessuno si è mai chiesto il motivo. Quella piccola freccia storta che accompagna ogni clic, ogni selezione e ogni trascinamento sullo schermo non è nata per caso né per un semplice vezzo grafico. Alla sua origine c’è una decisione tecnica precisa, presa negli anni ’70 nei laboratori dello Xerox PARC, il centro di ricerca californiano dove prese forma la prima interfaccia grafica completa.
È uno di quegli elementi talmente familiari da diventare quasi invisibili. Il puntatore compare ogni giorno sul computer dell’ufficio e su quello di casa, durante le giornate di lavoro più lunghe e nelle pause passate a navigare, eppure la sua forma viene data per scontata, come se fosse l’unica possibile. In realtà quella sagoma ha una data di nascita e un luogo d’origine ben definiti, e la sua inclinazione racconta qualcosa di un’epoca in cui l’informatica personale stava ancora muovendo i primi passi.
Una freccia nata su monitor in bianco e nero
Per capire da dove arriva quella forma bisogna riportare indietro le lancette. Quando la freccia del cursore vide la luce, gli schermi su cui doveva comparire erano ancora monitor in bianco e nero, molto lontani dai pannelli colorati e nitidissimi a cui ci si è abituati oggi. Progettare un simbolo per display di quel tipo voleva dire fare i conti con strumenti diversi e con limiti che chi usa un computer moderno fatica perfino a immaginare.
Il ruolo dello Xerox PARC in questa vicenda è tutt’altro che marginale. Proprio lì, in California, nacque la prima interfaccia grafica completa, ovvero quel modo di dialogare con la macchina attraverso elementi visivi da indicare e selezionare sullo schermo. Dentro quel progetto la freccia aveva un compito centrale, perché era lo strumento con cui l’utente poteva puntare ciò che desiderava usare. La sua inclinazione verso sinistra non arrivò quindi da un capriccio estetico ma da una scelta ragionata, legata al contesto tecnico in cui i ricercatori si trovavano a lavorare.
Colpisce soprattutto la longevità di quel simbolo. Sono passati quasi mezzo secolo e una quantità enorme di innovazioni hardware e software, eppure il cursore del mouse ha conservato praticamente la stessa postura di allora. Schermi, sistemi operativi e abitudini degli utenti sono cambiati in modo radicale, mentre quella freccia piegata è rimasta al suo posto, quasi intatta.
La leggenda smentita dai documenti dell’epoca
Attorno alla forma inclinata del puntatore circola da tempo una leggenda piuttosto diffusa, una di quelle spiegazioni che passano di bocca in bocca e finiscono per sembrare verità acquisite. I documenti dell’epoca però raccontano un’altra storia e smontano quella versione dei fatti, riportando la questione su un terreno molto più concreto.
Le carte risalenti a quegli anni permettono di ricostruire la genesi della freccia con maggiore precisione, togliendo spazio alle ricostruzioni fantasiose. Dalla documentazione emerge che la scelta fu figlia del contesto in cui venne progettata, cioè dei monitor in bianco e nero degli anni ’70 e del lavoro svolto dai ricercatori dello Xerox PARC sulla prima interfaccia grafica completa. Da quella decisione tecnica, presa quasi 50 anni fa in un laboratorio californiano, discende la freccia inclinata a sinistra che ancora oggi compare su milioni di schermi.
Fonte: TecnoAndroid


