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Corrieri e consumatori in allerta
Una delle misure più impattanti è la rimozione dell’esenzione “de minimis”. Quest’ultima consentiva alle spedizioni con valore inferiore a 800 dollari di essere esentate da dazi doganali. Ora, ogni pacco spedito dalla Cina agli Stati Uniti è soggetto a un’imposta del 10%. Oltre a possibili costi di gestione aggiuntivi applicati dai corrieri. Tale cambiamento sta colpendo non solo i grandi rivenditori, ma anche le piccole imprese. Quest’ultime, infatti, si affidano all’importazione per mantenere competitivi i propri prezzi.
Le principali compagnie di logistica stanno cercando di adattarsi al nuovo quadro normativo. Ma la mancanza di linee guida chiare sta rallentando il processo. USPS ha temporaneamente sospeso le spedizioni dalla Cina. Causando interruzioni significative nel commercio. Anche UPS e FedEx, pur mantenendo attivi i collegamenti, avvertono di possibili ritardi e oneri aggiuntivi. DHL, invece, ha già iniziato ad applicare supplementi. Confermando che i pacchi potrebbero subire rallentamenti dovuti ai nuovi obblighi doganali. Alcuni rivenditori, come quelli attivi su piattaforme popolari come Shein e Temu, sono stati costretti a versare depositi tariffari anticipati. Ciò per continuare le spedizioni verso il mercato statunitense.
Secondo gli analisti di Oxford Economics, l’impatto economico di tali misure potrebbe essere significativo. Si prevede un aumento finale dei prezzi al consumo compreso tra il 40% e il 55%. Ciò a causa dei costi che i commercianti inevitabilmente trasferiranno sui clienti. Tale situazione sta sollevando interrogativi sul futuro dei flussi commerciali tra Stati Uniti e Cina. Alimentando preoccupazioni non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra i consumatori.
Fonte: TecnoAndroid








