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Consumi elettrici record a settembre, fotovoltaico +27%

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I consumi elettrici in Italia hanno raggiunto a settembre 2026 un livello mai toccato prima per questo periodo dell’anno. Il fabbisogno elettrico nazionale è salito del 6,5% su base mensile fino a quota 27,8 TWh, il valore più alto registrato a settembre dal 2014. La crescita non dipende soltanto dal calendario o dal caldo, perché anche a parità di giorni lavorativi e al netto dell’effetto temperatura la richiesta di energia è aumentata del 4,6%. Il quadro emerge dai dati diffusi da Terna, che descrivono un Paese con un bisogno di elettricità sempre più marcato e un fotovoltaico in piena accelerazione.

Le temperature sopra la media hanno avuto il loro peso, questo è chiaro, ma la tendenza non nasce adesso. Nei primi nove mesi dell’anno la domanda è cresciuta del 5,2% su base annua, con 12 TWh in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche la mappa del Paese conferma un aumento diffuso. Il Nord segna una crescita del 5,3%, il Centro sale del 7,7% e il Sud e le isole guidano la classifica con un balzo dell’8,3%. Nessuna area resta indietro, insomma, anche se nel Mezzogiorno la spinta appare decisamente più forte.

Fotovoltaico in corsa, l’idroelettrico frena

Sul fronte della produzione le fonti rinnovabili hanno generato a settembre 10,9 TWh, pari al 39,4% del totale. Il dato complessivo mostra un lieve aumento, ma dietro questa apparente stabilità si muovono andamenti molto diversi da una tecnologia all’altra. Alcune corrono, altre arretrano in modo vistoso.

A fare da traino è il fotovoltaico, cresciuto del 27,1% nel mese. Vanno bene anche le bioenergie con un incremento del 3,3%, mentre l’eolico si ferma a un modesto 0,8%. Di segno opposto il contributo dell’idroelettrico, che crolla del 29,2%, e quello del geotermico, in calo del 2,6%. Praticamente il solare ha compensato in buona parte la minore disponibilità di acqua, tenendo in equilibrio il bilancio delle energie pulite.

Allargando lo sguardo al periodo da gennaio a settembre, la produzione verde è aumentata dell’1,1% e ha soddisfatto il 42,1% del fabbisogno complessivo. Anche su questo orizzonte il solare fa la parte del leone con una crescita del 20,5%, seguito dall’eolico che sale del 7%. Segno meno invece per le bioenergie, che perdono il 4,8%, per l’idroelettrico, sceso del 20,2%, e per il geotermico, in flessione del 2,7%. Nello stesso arco di tempo la capacità rinnovabile installata è cresciuta di 5,3 GW, un dato che aiuta a capire da dove arrivi la forza del fotovoltaico.

Industria e scambi con l’estero

Più tranquilla la dinamica dei consumi industriali, saliti a settembre dello 0,2% su base annua. Il passo diventa più deciso se si considera l’intero periodo da gennaio a settembre, con un aumento del 3,3%. Il comparto produttivo contribuisce quindi alla crescita della domanda, anche se con un ritmo meno vivace rispetto al dato generale del mese.

Quanto alla copertura del fabbisogno, la produzione nazionale ha garantito l’85,2% dell’energia richiesta a settembre. La quota restante è stata soddisfatta dal saldo degli scambi con l’estero.

Fonte: TecnoAndroid

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