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Deezer rafforza la sua offerta per chi ascolta musica con attenzione e porta lo streaming a 192 kHz all’interno del servizio HiFi. Le tracce compatibili vengono ora riprodotte in formato FLAC senza perdita fino a 24 bit e 192 kHz, e la novità arriva senza costi aggiuntivi per gli abbonati a pagamento idonei. Si tratta di un passo avanti importante, visto che finora la piattaforma si fermava alla classica qualità del CD.
Con questo aggiornamento i brani che supportano la nuova risoluzione guadagnano in dettaglio, profondità e dinamica. Non è un ritocco di facciata. Cambia proprio il modo in cui la musica arriva alle orecchie di chi ascolta, almeno quando la catena di riproduzione è all’altezza del segnale che riceve.
Dalla qualità CD all’alta risoluzione
Fino a oggi Deezer HiFi garantiva un audio FLAC lossless alla risoluzione standard del compact disc, ovvero 16 bit e 44,1 kHz. Adesso i valori salgono in modo deciso e le tracce compatibili raggiungono i 24 bit e 192 kHz, un livello che supera di molto quello del vecchio supporto ottico.
Vale la pena capire cosa indicano questi due numeri, perché descrivono aspetti diversi del suono digitale. La profondità di bit stabilisce con quanta precisione viene catturato il volume di ogni singolo istante della registrazione. La frequenza di campionamento, invece, misura quante volte al secondo il segnale audio viene rilevato. Messi insieme, questi parametri definiscono la risoluzione complessiva di un file musicale digitale. Più sono alti, più fedele risulta la riproduzione rispetto all’originale registrato in studio.
A fare da base c’è il formato FLAC, un codec audio che non sacrifica nulla. Al posto di scartare informazioni per alleggerire il file, conserva tutti i dati originali. La differenza con l’MP3 è sostanziale, perché quest’ultimo si affida a una compressione con perdita che elimina parte del contenuto sonoro. Il FLAC, al contrario, può essere decodificato restituendo esattamente i dati audio di partenza, senza alcuna alterazione.
Cosa si sente davvero e cosa serve per ascoltarlo
Il vantaggio pratico di questa qualità superiore sta nella capacità di preservare le sfumature della registrazione. Parliamo della texture delle voci, dei dettagli degli strumenti acustici, dell’impatto delle percussioni e di quella sensazione di spazio che avvolge un’esecuzione dal vivo o in studio. Elementi che spesso si perdono con la compressione tradizionale e che invece qui tornano a emergere con maggiore chiarezza.
C’è però un aspetto da tenere presente. Per sfruttare al meglio lo streaming in alta risoluzione servono apparecchiature compatibili, come cuffie adeguate, sistemi audio di buon livello oppure un convertitore digitale analogico esterno. Senza un impianto in grado di gestire questo tipo di segnale, la differenza rischia di passare inosservata.
Sul fronte della disponibilità, Deezer, che ha da poco annunciato anche un filtro per escludere la musica generata con l’intelligenza artificiale, integra la nuova qualità audio direttamente nel proprio abbonamento a pagamento standard, senza chiedere alcun sovrapprezzo. L’accesso dipende comunque dalla compatibilità dei singoli brani e del dispositivo utilizzato, e per ora l’alta risoluzione è limitata ad alcuni Paesi.
Fonte: TecnoAndroid


