Quando si parla di strumenti per il design, la lista dei soliti noti è sempre la stessa. Canva, Adobe Express, Figma, e magari qualche aiuto dall’intelligenza artificiale come NotebookLM per le presentazioni. Eppure, da qualche giorno a questa parte, un nuovo strumento sta facendo parlare parecchio di sé. Si chiama Claude Design, ed è l’ultima mossa di Anthropic nel mondo degli strumenti creativi. Una mossa che, francamente, pochi si aspettavano da un’azienda nota soprattutto per il suo chatbot.
Claude Design è un prodotto a sé stante, accessibile dalla barra laterale di Claude oppure direttamente all’indirizzo design.claude.ai. Al momento è disponibile per tutti gli abbonati ai piani a pagamento di Claude, e si presenta come uno strumento completo per creare presentazioni, grafiche per i social media, poster e molto altro, il tutto attraverso semplici istruzioni in linguaggio naturale. L’interfaccia è divisa in due aree principali. A sinistra c’è un pannello di chat dove si descrive quello che si vuole ottenere, dialogando avanti e indietro con Claude mentre si perfeziona il risultato. A destra, una tela dove il design prende forma in tempo reale. Il prodotto si organizza attorno a quattro modalità: Prototipi, Slide deck, Da template e Altro. Ciascuna fa esattamente quello che il nome suggerisce.
Il problema dei template tutti uguali e come Claude Design lo risolve
Chi ha usato Canva o Adobe Express lo sa bene. Il rischio più grande è che ogni creazione finisca per somigliare a tutte le altre. Il percorso tipico è sempre lo stesso. Si apre lo strumento con un’idea in testa, si cerca il template che più si avvicina a quella visione, e poi si passa un bel po’ di tempo a cambiare colori, font, a trascinare elementi qua e là cercando di rendere il tutto meno “da template”. Il problema non è mai stato la mancanza di idee, ma piuttosto la difficoltà nel tradurle dalla propria testa a qualcosa di concreto sullo schermo.
Claude Design sembra essere il primo strumento che riesce davvero a colmare questo divario. Un esempio pratico: dopo la pubblicazione di una newsletter, è stato sufficiente fornire a Claude Design i titoli dei contenuti, specificare che serviva una storia per Instagram, descrivere i requisiti grafici e chiedere di lasciare spazio per un adesivo con link. Nel giro di pochi minuti, il risultato era migliore di qualsiasi cosa si potesse ottenere partendo da un template su Canva. Niente testo fittizio da sostituire riga per riga, niente aggiustamenti infiniti di spaziature o dimensioni dei font, e soprattutto niente rischio di cancellare accidentalmente un elemento nel tentativo di spostarne un altro.
Perfezionare un design non è mai stato così semplice
La vera forza di Claude Design non sta solo nella qualità delle grafiche generate, ma in quanto sia facile modificarle e perfezionarle. Funziona un po’ come quando si lasciano commenti su una bozza per un editor: si indica cosa cambiare, e le modifiche vengono applicate. Se il cambiamento riguarda l’impostazione generale del design, basta scrivere nel pannello chat qualcosa come “è troppo affollato, semplifica il layout” e Claude riorganizza tutto. Se invece la modifica riguarda un singolo elemento, magari un titolo troppo piccolo o un colore che non convince, è possibile cliccare direttamente sull’elemento nella tela e lasciare un commento inline, proprio come si farebbe in Google Docs. Claude interviene su quel punto specifico senza toccare il resto. E per chi preferisce fare piccoli aggiustamenti a mano, c’è anche la possibilità di entrare in modalità modifica e intervenire direttamente.
C’è però un aspetto che frena l’entusiasmo: i limiti di utilizzo. Claude Design ha un tetto settimanale separato da quello di Claude web e Claude Code, ma raggiungerlo non richiede poi molto tempo. Anche con il piano Max 5x, il limite si esaurisce più in fretta di quanto ci si aspetterebbe.