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laude Code cambia pelle e lo fa senza chiedere il permesso, almeno di default. Anthropic ha comunicato che dal 14 agosto la modalità automatica diventerà l’impostazione predefinita per tutti gli utenti dei piani Pro, Max e Team. In pratica chi non ha già scelto manualmente una configurazione diversa si ritroverà con l’auto mode già attivo, senza dover toccare nulla. Un passaggio che tocca da vicino chi usa Claude come assistente per scrivere codice in autonomia, e che vale la pena capire bene prima che arrivi.
La modalità automatica sostituisce le continue richieste di approvazione manuale con un classificatore interno, che analizza ogni singola operazione prima di eseguirla. Il meccanismo è semplice sulla carta: valuta se l’azione è irreversibile, distruttiva o fuori dai limiti previsti. Se la risposta è affermativa, Claude prova a cercare un percorso alternativo più sicuro oppure chiede in modo esplicito il permesso a chi lo sta usando. E se i blocchi si accumulano, la sessione torna semplicemente in modalità manuale.
Meno costi e un classificatore che lavora al posto dell’utente
C’è anche una novità che farà piacere a chi usa lo strumento in modo intensivo. Anthropic ha fatto sapere che non addebiterà più i token aggiuntivi generati dal classificatore dell’auto mode. In precedenza venivano conteggiati come costo extra per ogni chiamata agli strumenti, quindi si tratta di un risparmio concreto per gli utenti più assidui. I numeri che l’azienda porta a sostegno della scelta parlano abbastanza chiaro. In uno studio condotto su 1.053 tester paganti, gli esseri umani hanno intercettato il 13,6% dei comandi pericolosi, contro l’89% dell’auto mode. Il divario si allarga ancora di più con l’andare del tempo: le prestazioni umane crollano fino a circa il 5% dopo 50 prompt, un calo che viene attribuito alla stanchezza da revisione. Detto questo, Anthropic stessa mette le mani avanti e ammette che nessun classificatore azzera del tutto il rischio, raccomandando comunque la revisione umana per le modifiche in produzione.
Perché Anthropic spinge sull’automazione mentre altri frenano
Sul piano pratico l’azienda sostiene che gli utenti dell’auto mode nei piani Team ed Enterprise generano circa il 25% di pull request in più. Non è un dettaglio da poco. Da un lato serve a giustificare il cambio di default, dall’altro racconta quanto questo strumento sia ormai entrato nel cuore del flusso di lavoro di chi programma appoggiandosi agli agenti AI.
Interessante notare come non tutti la pensino allo stesso modo. OpenAI ha scelto la strada opposta, disattivando l’auto mode sulla versione più potente di GPT-5.6 come misura precauzionale in più. Anthropic va invece nella direzione contraria, convinta che il proprio classificatore sia abbastanza affidabile da meritare un default più permissivo.
Per chi non fosse d’accordo, la porta resta aperta. Basta fissare manualmente un’altra impostazione. E chi amministra un account Team può bloccare la modalità automatica direttamente a livello di organizzazione, senza lasciare la scelta ai singoli membri del gruppo.











