Claude fa un altro passo avanti e questa volta lo fa unendo due mondi che fino a poco tempo fa restavano separati, ovvero la progettazione visiva e la scrittura del codice. Anthropic ha annunciato mercoledì un aggiornamento pensato per far dialogare senza intoppi Claude Code e Claude Design, così che chi lavora possa spostarsi avanti e indietro tra le due attività senza perdere tempo né riallineare nulla a mano.
Per capire il senso della novità conviene fare un piccolo passo indietro. L’anno scorso Claude Code ha cambiato le carte in tavola con il cosiddetto vibe coding, quella modalità che permette di costruire app, siti e piccoli strumenti senza dover conoscere a fondo i linguaggi di programmazione. Bastava descrivere a parole quello che si voleva ottenere e l’assistente lo trasformava in qualcosa di funzionante. Ora la stessa logica si estende alla parte creativa e visiva.
Cosa cambia con il nuovo Claude Design
Claude Design era arrivato in versione beta ad aprile e gli aggiornamenti di questa settimana puntano soprattutto a tenere i contenuti generati in linea con le linee guida del marchio. Arriva un nuovo ruolo di amministratore, una figura che può impostare il cosiddetto design system, in pratica il kit del brand da usare in modo ordinato su tutti i progetti e non in maniera casuale. Sarà lo stesso assistente a controllare in automatico che tutto rispetti queste regole.
C’è poi la possibilità di importare la propria repo di GitHub, i file di design e i caricamenti grezzi direttamente nel design system. Il punto più interessante riguarda però l’integrazione tra le due anime di Claude. D’ora in poi Claude Code potrà attingere ai progetti grafici e viceversa. Per portare un design dentro al terminale di sviluppo basta usare il comando /design. Le due funzioni restano sincronizzate, quindi si lavora sempre sugli elementi più aggiornati di entrambe, senza dover fare la spola tra un ambiente e l’altro.
Una settimana complicata per Anthropic
Il quadro attorno all’azienda, però, è tutt’altro che tranquillo. Anthropic è stata costretta a ritirare il suo modello più recente, Fable 5, dopo che il governo degli Stati Uniti ha imposto di impedirne l’uso ai cittadini non statunitensi. L’ordine sui controlli all’esportazione è arrivato nel fine settimana, dopo che era emerso un jailbreak capace di aggirare le protezioni del modello sul fronte della cybersicurezza. L’unico modo per rispettare la disposizione, ha spiegato la società, era togliere il modello a tutti.
La vicenda è l’ultimo capitolo di un braccio di ferro che cresce tra il governo americano e chi sviluppa sistemi di intelligenza artificiale. Anthropic ha rifiutato in modo molto pubblico di lasciare usare Claude al Dipartimento della Difesa in alcuni casi legati alla sorveglianza e alle armi completamente autonome. OpenAI, una delle sue rivali più dirette e creatrice di ChatGPT, ha colto la palla al balzo accaparrandosi un contratto con il Pentagono. Le domande sul ruolo dell’intelligenza artificiale nelle operazioni militari, intanto, restano in larga parte senza risposta.