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Chromebook vecchio: come trasformarlo in monitor o hub smart home

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Un vecchio Chromebook non merita di finire dimenticato in un cassetto, nemmeno quando arriva il momento di passare a un computer nuovo o magari a un Googlebook. I Chromebook restano tra i portatili economici più interessanti in circolazione, eppure nessun dispositivo riesce a stare al passo con le esigenze di chi lo usa per sempre. Invece di lasciarlo a prendere polvere, esistono parecchi modi per sfruttarlo ancora. In alcuni casi si finisce pure per risparmiare, perché si ottengono funzioni che altrimenti richiederebbero l’acquisto di un ulteriore apparecchio.

Anche quando ormai è datato, un Chromebook ha quasi sempre uno schermo ancora perfettamente utilizzabile. Il modo migliore per approfittarne è trasformarlo in un secondo monitor grazie a un’applicazione come Duet. Serve un piccolo abbonamento, certo, però Duet permette di collegare dispositivi come i Chromebook a un PC o a un Mac per duplicare oppure estendere lo schermo. Chi non sente il bisogno di un secondo display ma vuole comunque sfruttare quel pannello può puntare su un’altra soluzione molto apprezzata, ovvero usarlo come cornice digitale. Basta caricare le foto preferite, impostare lo schermo in modo che non si spenga mai da solo e avviare un’immagine o una presentazione a schermo intero.

Un Chromebook per gestire la casa intelligente

Chi possiede dispositivi per la smart home può affidarne il controllo proprio al vecchio portatile. La strada più semplice consiste nell’accedere a Google Home dal browser oppure tramite l’app Android. In alternativa si può far girare Home Assistant su un hardware separato, come un PC o un Raspberry Pi, e poi usare il Chromebook per monitorare e comandare tutto. L’interfaccia di Home Assistant è pensata per funzionare nel browser e anche un modello piuttosto anziano riesce a gestirla senza fatica. Il vantaggio di questo approccio è avere un display dedicato e facile da usare, magari pure touchscreen, da cui controllare l’intera casa in un unico punto.

Esiste poi un’opzione più impegnativa, cioè installare Home Assistant direttamente sul Chromebook. Il lavoro richiesto è decisamente maggiore ma evita di dover configurare un secondo dispositivo. In pratica bisogna installare Linux sul portatile e solo dopo aggiungere l’app di Home Assistant. Due guide molto conosciute per convertire un Chromebook in una macchina Linux sono Chrultrabook e MrChromebox. Le procedure descritte non sono proprio alla portata dei principianti, però aprono la strada ad altri usi avanzati anche per chi non ha alcun interesse a gestire una casa connessa.

Con Linux le possibilità si moltiplicano

Anche quando le prestazioni lasciano a desiderare, il vecchio Chromebook può diventare un file server da cui trasmettere dati verso altri dispositivi. Le strade possibili sono diverse a seconda delle necessità, ma considerando l’hardware limitato la soluzione più sensata è sfruttarlo come piccolo media server. Con Linux installato basta copiare i file desiderati sul portatile, configurare un’applicazione come Plex o Jellyfin e lasciare la macchina accesa per raggiungere i contenuti dagli altri dispositivi di casa.

Per un utilizzo più specifico i Chromebook possono trasformarsi anche in console dedicate al retrogaming. Batocera è un’app per Linux che fa girare vari emulatori, molti dei quali funzionano persino sull’hardware poco potente di questi portatili. Un PC più veloce li gestirebbe meglio, questo è chiaro, però avere un laptop riservato ai videogiochi significa disporre di una soluzione trasportabile che non occupa spazio sul computer principale. Va ricordato che gli emulatori in sé sono tecnicamente legali mentre usarli per far girare giochi piratati non lo è.

Se installare un sistema operativo completamente nuovo sembra un passo troppo lungo, si può comunque sfruttare Linux grazie a una funzione ufficiale chiamata Linux su ChromeOS. Conosciuta anche come Crostini, offre accesso a una macchina virtuale Linux. È pensata soprattutto per permettere agli strumenti di sviluppo Linux di funzionare sui Chromebook, ma al suo interno possono girare anche altre applicazioni. Il rovescio della medaglia è che una macchina virtuale pesa sul sistema più di Linux installato in modo nativo, per cui sui dispositivi più vecchi prestazioni e compatibilità possono risultare estremamente limitate.

Fonte: TecnoAndroid

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