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La crisi dei chip di memoria non sparirà a breve e il mercato dovrà convivere con questa situazione ancora per un paio d’anni. I meccanismi che dovrebbero riportare l’equilibrio sono già partiti, ma si tratta di un processo lento che richiede parecchio tempo prima di dare risultati concreti. Chi sperava in una rapida inversione di rotta dovrà quindi armarsi di pazienza. La parte più interessante riguarda il lungo periodo. Secondo le previsioni degli analisti entro il 2029 lo scenario potrebbe addirittura capovolgersi del tutto, con un’offerta capace di superare abbondantemente la domanda.
Un cambiamento del genere avrebbe effetti piuttosto tangibili anche per chi acquista un telefono o un portatile. Con componenti meno costosi i produttori di smartphone, PC, tablet e dispositivi simili potrebbero diventare più generosi sul fronte di RAM e storage. E il beneficio si farebbe sentire soprattutto nei prodotti più economici, quelli dove la quantità di memoria è spesso il primo elemento a essere sacrificato per contenere il prezzo finale.
Perché le nuove fabbriche arriveranno in ritardo
Per capire come si è arrivati a questo punto conviene guardare a chi controlla il settore. Il mercato delle memorie DRAM è dominato da tre colossi, ovvero Samsung, SK Hynix e Micron. La domanda è cresciuta in maniera vertiginosa e a spingerla sono in particolare le infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Per stare al passo le tre aziende stanno investendo miliardi di dollari sia nella costruzione di nuovi stabilimenti sia nell’ampliamento delle capacità produttive già esistenti.
Il problema è che una fabbrica di semiconduttori avanzata non nasce dall’oggi al domani. Realizzarla e renderla davvero operativa può richiedere dai tre ai cinque anni. I capitali da soli quindi non bastano a sistemare le cose nel breve periodo. Ed è proprio qui che emerge una sorta di paradosso. Una parte significativa della nuova capacità rischia di entrare in funzione quando il mercato avrà già assorbito gli effetti dell’attuale carenza. A quel punto tutta questa produzione aggiuntiva finirebbe per spingere l’offerta ben oltre le reali necessità, aprendo la strada al ribaltamento previsto per la fine del decennio.
La Cina corre più veloce del previsto
A complicare ulteriormente gli equilibri c’è l’espansione della Cina. Il nome da tenere d’occhio è CXMT, uno dei principali produttori di memorie del Paese, che ha presentato una nuova architettura pensata per le memorie destinate ai server. L’obiettivo è aumentare la densità dei chip, quindi riuscire a ottenere più capacità a parità di spazio.
Anche in questo caso i tempi non saranno brevissimi. Passare alla produzione su larga scala richiede pazienza, perché ogni nuova tecnologia deve prima raggiungere livelli di rendimento adeguati e non si tratta di un traguardo scontato. Nonostante questo i principali analisti concordano su un punto preciso. L’industria cinese delle memorie sta evolvendo molto più in fretta di quanto ci si aspettasse. Perfino Elon Musk è intervenuto sull’argomento scrivendo su Twitter di aspettarsi che entro il 2028 il Paese sarà in grado di produrre DRAM in quantità molto elevate.
Fonte: TecnoAndroid


