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Vita speculare, perché la replicazione preoccupa gli scienziati

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Creare una vita artificiale simile alla nostra, ma costruita con molecole speculari rispetto a quelle che compongono gli esseri viventi sulla Terra, è un’ipotesi che la comunità scientifica sta prendendo in considerazione con grande attenzione. Al momento non si tratta di un traguardo raggiungibile, perché la tecnologia attuale non permette di assemblare un organismo del genere. Eppure la discussione è già aperta, e ruota soprattutto attorno ai rischi che una simile scoperta potrebbe portare con sé, rischi che ancora oggi sono tutti da valutare.

Il tema, a prima vista, sembra uscito da un romanzo di fantascienza. In realtà rappresenta un filone di ricerca concreto, che spinge i ricercatori a interrogarsi su un futuro non immediato ma nemmeno impossibile da immaginare. La domanda che fa da sfondo a tutto il dibattito è piuttosto semplice da formulare: siamo davvero vicini a dare forma a un organismo speculare? Per quanto riguarda lo stato attuale delle conoscenze, la risposta è no.

Cosa vuol dire parlare di vita speculare

Il concetto alla base di questa linea di studio è quello di un organismo composto da molecole che siano l’immagine riflessa di quelle impiegate dalla vita terrestre. Un po’ come accade con una mano destra e una mano sinistra, che sono identiche nella forma ma non possono essere sovrapposte. Le molecole speculari funzionerebbero allo stesso modo, ovvero sarebbero simili a quelle naturali eppure orientate in senso opposto.

Proprio questa particolarità rende la questione tanto affascinante quanto delicata. Un essere vivente costruito con mattoni rovesciati rispetto a quelli che conosciamo sarebbe qualcosa di mai visto prima, una forma di vita artificiale che non avrebbe equivalenti in natura. Ed è qui che la ricerca smette di essere soltanto una sfida tecnica e diventa anche una questione di prudenza.

Gli scienziati lo sanno bene. Per questo motivo il confronto non si concentra solo su come arrivare a un risultato del genere, ma anche e soprattutto su cosa comporterebbe ottenerlo davvero. Si tratta di un approccio che anticipa i tempi, visto che oggi gli strumenti necessari per costruire un organismo simile semplicemente non esistono.

Il nodo della replicazione

L’aspetto che preoccupa maggiormente riguarda la possibilità che un organismo fatto di molecole speculari possa essere in grado di replicarsi. Un conto è immaginare una struttura isolata, ferma in laboratorio, un altro è pensare a qualcosa che si moltiplica da sola. È in questa seconda eventualità che si concentrano le valutazioni più attente della comunità scientifica.

Non esistono ancora risposte definitive su quali potrebbero essere le conseguenze. Le incognite sono numerose e la mancanza di esperienza diretta rende difficile fare previsioni solide. Proprio per questo i ricercatori preferiscono affrontare il problema adesso, quando la tecnologia non è ancora matura, piuttosto che trovarsi impreparati in futuro. Un modo di procedere che punta a ragionare sui rischi prima ancora che diventino concreti.

La creazione di un organismo formato da molecole speculari rispetto a quelle utilizzate dalla vita terrestre resta quindi fuori dalla portata della tecnologia attuale. Gli scienziati, però, stanno già discutendo di cosa potrebbe accadere se un giorno diventasse possibile costruirne uno capace di replicarsi.

Fonte: TecnoAndroid

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