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Ogni anno, quando ottobre scivola verso Halloween, i grandi classici dell’orrore tornano a farsi vedere. Prima di Freddy, Jason e Chucky, e ancora prima di Dracula, della Mummia e dell’Uomo Lupo, c’era già lui: il cavaliere senza testa, villain imprescindibile con radici ben piantate nella letteratura e nel folklore del Nord Europa.
A crearlo è stato lo scrittore statunitense Washington Irving, che lo ha reso lo spettro del racconto gotico La leggenda di Sleepy Hollow, conosciuto anche come La leggenda della valle addormentata e contenuto nella raccolta Il libro degli schizzi. Si tratta del fantasma di un cavaliere d’Assia decapitato da un colpo di cannone durante una battaglia della guerra d’indipendenza, condannato a vagare nelle notti con una zucca intagliata al posto della testa perduta. Irving scrisse la storia durante un viaggio in Europa, ispirandosi alle leggende tedesche, irlandesi, scandinave e britanniche e ai racconti dei poeti locali, dove figure del genere erano piuttosto comuni.
Dal muto alla Disney, la leggenda conquista lo schermo
Il primo lungometraggio tratto dal racconto è The Headless Horseman, film muto girato nel 1922 da Edward D. Venturini. Di pellicole mute dedicate al cavaliere ne esistono 3, ma questa è l’unica sopravvissuta fino a oggi oltre che la più lunga. La trama segue Irving da vicino. Ichabod Crane, maestro allampanato in cerca di lavoro, arriva nella cupa Sleepy Hollow e si invaghisce di Katrina, figlia di un ricco proprietario terriero. Il rivale Brom Bones lo tormenta con scherzi e, alla festa del raccolto, lo terrorizza con la storia dello spettro. Respinto da Katrina, Ichabod torna a casa attraverso il bosco e viene inseguito dal fantasma, che dopo il famoso ponte gli scaglia contro la zucca disarcionandolo. Di lui non si saprà più nulla.
Gli adattamenti successivi sono stati tantissimi. Nel 1934 arriva un corto di 8 minuti, primissima versione animata, e nel 1949 la Disney firma Le avventure di Ichabod e Mr. Toad, che consacra il cavaliere come cattivo del cinema e per la prima volta lo collega esplicitamente ad Halloween. Da lì in poi resterà legato alla notte di Ognissanti. Il 1972 porta il corto animato di Sam Weiss narrato da John Carradine e il disastroso The Curse of the Headless Horseman, film di serie z con un cavaliere tra i più sciatti mai visti. Va decisamente meglio con il film tv del 1980, dove un giovane Jeff Goldblum interpreta un Crane positivo che sopravvive e torna da Katrina, affiancato da Meg Foster.
Tim Burton, il 1999 e l’ondata di teen horror
L’anno d’oro è il 1999, quando esce Il mistero di Sleepy Hollow di Tim Burton, l’adattamento più amato in assoluto. Il regista si prende qualche libertà, aggiunge una trama di stregoneria e cambia il passato dei personaggi, conquistando l’Oscar per la migliore scenografia e numerosi altri premi. La critica lo considera uno dei suoi lavori migliori. Nello stesso anno arrivano anche un film televisivo canadese poco memorabile, con un fantasma visibile per appena 15 secondi, e l’animazione The Night of the Headless Horseman, inquietante soprattutto per la sua computer grafica poverissima.
Nei primi anni Duemila la valle addormentata diventa terreno per i teen horror. Sleepy Hollow High del 2000 è uno slasher a basso budget ancora inedito in Italia, con un voto medio di 2,7 su 10. The Hollow del 2004, uscito in DVD come The Hollow: La notte di Ognissanti, vede il giovane Ian Carston scoprire di discendere da Crane e affrontare il cavaliere, con una Kaley Cuoco adolescente nel cast. Nel 2004 esce inoltre un cartone per la tv in cui due ragazzini devono impedire allo spettro di riprendersi la sua testa di zucca entro la mezzanotte di Halloween. Più godibile per gli appassionati è Headless Horseman del 2007, dove Anthony C. Ferrante, noto per la saga di Sharknado, rilegge il mito in chiave tamarra confezionando uno slasher puro con un body count dignitoso.
Fonte: TecnoAndroid








