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Carrie è arrivata su Prime Video in una veste del tutto nuova. Mike Flanagan, uno dei nomi più rispettati dell’horror contemporaneo, ha trasformato il classico di Stephen King in una miniserie di 8 episodi disponibile dal 7 ottobre. Il ritorno avviene a 50 anni dalla prima apparizione del romanzo e rilegge la storia dell’adolescente più potente della narrativa alla luce di un tema rimasto drammaticamente attuale, il bullismo.
Quando King diede vita a Carrie all’inizio degli anni Settanta costruì un racconto universale sulle persecuzioni a scuola, capace di colpire lettori in tutto il mondo. Quel messaggio però non si è affievolito con il tempo. Anzi è diventato ancora più forte e necessario. Amber Midthunder, che interpreta una delle insegnanti del liceo Thomas Ewen frequentato dalla protagonista, sottolinea come i grandi cambiamenti del mondo abbiano reso evidente il peso dei social network nella vicenda, nell’impatto sui ragazzi, nei loro rapporti e nelle scelte che compiono. Secondo l’attrice si tratta in fondo di una serie sulla gentilezza contrapposta alla crudeltà, su quale delle due si decide di abbracciare e su come questa decisione ricada su chi sta intorno.
Studenti, famiglie e insegnanti al centro del racconto
Questa volta Carrie ha il volto di Summer H. Howell, mentre Matthew Lillard veste i panni del preside. Proprio Lillard spiega che la serie ha tre anime distinte. Ci sono i ragazzi, che sono la maggioranza e i veri protagonisti, poi le famiglie che li circondano e infine al centro di tutto gli amministratori della scuola, impegnati a educare e accompagnare questi giovani attraverso la pubertà verso l’età adulta. Ognuno guarda ai propri interessi, osserva l’attore, ma nel cuore della storia ci sono proprio queste figure di mediazione che cercano di guidare la comunità attraverso un evento terrificante.
Alison Thornton, che interpreta Chris, leader del gruppo di ragazze che tormentano Carrie, insiste sul ruolo della rete. Per lei il bullismo online può spingersi molto più lontano e coinvolgere non solo la vittima ma l’intera comunità. Oggi fa ancora più paura perché segue fino a casa e non si ferma all’uscita da scuola. La persona presa di mira resta esposta in ogni momento, basta avere un telefono a portata di mano.
Lillard ha ricevuto anche un consiglio prezioso da un’insegnante presentatagli da un conoscente di Flanagan. Tra le cose che la docente gli ha detto, e che sono finite dentro la serie, c’è l’idea che la colpa non sia mai del bambino. Non esistono bambini cattivi, solo genitori cattivi, una frase che l’attore ha trovato davvero interessante.
Il tocco di Mike Flanagan sul classico di Stephen King
Il creatore di successi come The Haunting of Hill House e Midnight Mass si muove nel genere con naturalezza e conosce bene l’universo dello scrittore, avendo già diretto Il gioco di Gerald, Doctor Sleep e The Life of Chuck, tutti tratti da opere di King. Secondo Lillard la sorpresa maggiore dell’adattamento firmato da Flanagan sta nel modo in cui reinterpreta ciò che si vive oggi con i social. Gli otto episodi offrono otto ore per approfondire le storie e sviluppare a fondo i personaggi e, pur conservando le sequenze iconiche, la vicenda nella sua essenza sorprenderà parecchio il pubblico.
Josie Totah, un’altra delle studentesse che perseguitano Carrie, descrive il regista come una figura rara in televisione, capace di essere allo stesso tempo autore, sceneggiatore, montatore e produttore, a tratti mentore personale e anche amico con cui passare il tempo sul set. Un ruolo multiplo gestito con un’eleganza che l’attrice definisce quasi miracolosa. Totah racconta inoltre di aver avuto grande libertà nell’esplorare un personaggio mai davvero sviluppato negli adattamenti precedenti, trovando piccoli tratti distintivi che lo rendessero più vicino e magari anche simpatico.
Uno dei punti di forza della nuova versione è la spontaneità con cui ritrae le dinamiche tra gli alunni. Midthunder osserva quanto sia difficile trovarsi in una posizione che permetta di vedere i ragazzi con onestà, per ciò che sono e ciò che stanno attraversando, e di confrontarsi con i genitori notando effetti sui figli che gli adulti stessi non percepiscono. Thornton dal canto suo si è sentita molto sostenuta dalla sceneggiatura, da Flanagan, dal cast e da tutta la squadra tecnica e creativa, e ha trovato divertente scoprire perché Chris sia così crudele e da dove nasca quel suo atteggiamento. Gli otto episodi della miniserie di Carrie sono disponibili su Prime Video.
Fonte: TecnoAndroid








