Un bug di Canva ha rischiato di trasformarsi in un vero e proprio incidente diplomatico. La vicenda ruota attorno a Magic Layers, il nuovo strumento basato sull’intelligenza artificiale della celebre piattaforma di design, pensato per lavorare su immagini piatte modificandone parti specifiche senza toccare il resto. Fin qui tutto normale, se non fosse che diversi utenti si sono accorti di un comportamento decisamente bizzarro: il software, in modo del tutto autonomo, sostituiva la parola “Palestina” con “Ucraina”.
Il caso è esploso quando un utente ha caricato su Canva un’immagine con la scritta “A cat for Palestine” e, dopo aver utilizzato Magic Layers, si è ritrovato con “A cat for Ukraine”. Non un errore isolato, a quanto pare. Sui social sono fioccate testimonianze di persone che hanno provato a replicare lo stesso esperimento ottenendo sempre il medesimo risultato. Qualcuno ha persino esportato l’immagine originale come JPG passando per un clone di Photoshop, importandola poi nuovamente in Canva, e la sostituzione avveniva lo stesso. Nessun problema invece con termini come “Gaza” o altre parole correlate al conflitto mediorientale.
La risposta ufficiale di Canva e la correzione del problema
Trovare una spiegazione logica a questo comportamento è praticamente impossibile per chi osserva dall’esterno. Eppure l’azienda ha reagito piuttosto rapidamente, riconoscendo il problema e dichiarando di averlo già risolto. Secondo quanto comunicato dalla portavoce Louisa Green, dietro alla sostituzione automatica della parola Palestina con Ucraina non si nascondeva alcuna presa di posizione politica. Si trattava, a detta dell’azienda, esclusivamente di un bug tecnico legato
I shit you not I put this image into canvas, I press this “magic layers” button, and it turned this poster that said “cats for Palestine” into “cats for ukraine”. I wish I was fucking joking. pic.twitter.com/xSlz0FAkXz
— rosie (@ros_ie9) April 26, 2026
a Magic Layers.
La dichiarazione ufficiale è stata piuttosto chiara: Canva ha spiegato di essersi accorta del problema e di essere intervenuta tempestivamente per indagare e risolverlo. L’azienda ha inoltre sottolineato di prendere molto sul serio segnalazioni di questo tipo, annunciando l’implementazione di ulteriori controlli per evitare che situazioni simili possano ripetersi in futuro. Le scuse per il disagio causato hanno chiuso il comunicato.
Il peso delle parole quando l’intelligenza artificiale prende decisioni autonome
Quello che rende questa vicenda particolarmente significativa è il contesto. Quando uno strumento di intelligenza artificiale modifica autonomamente un contenuto che tocca temi geopolitici così sensibili, le implicazioni vanno ben oltre il semplice malfunzionamento tecnico. Anche se Canva ha chiarito che non esisteva alcuna intenzione deliberata, il danno reputazionale potenziale era enorme. La sostituzione di Palestina con Ucraina, due parole legate a conflitti attivi e a sentimenti molto forti nell’opinione pubblica globale, poteva facilmente essere interpretata come una scelta consapevole.
Diversi utenti hanno continuato a condividere sui social le proprie esperienze, documentando il bug prima che venisse effettivamente corretto. La rapidità con cui la notizia si è diffusa dimostra quanto sia alta l’attenzione verso il modo in cui gli strumenti basati sull’IA gestiscono contenuti politicamente delicati. Canva, dal canto suo, ha messo in campo la correzione e promesso maggiori salvaguardie. Il bug di Magic Layers risulta ora risolto.