Cani fantasma dell’Amazzonia: dopo venticinque anni di appostamenti silenziosi, qualcuno è finalmente riuscito a immortalarli. Si tratta di una creatura tanto schiva da sembrare quasi una leggenda, un animale che si muove tra gli alberi della foresta pluviale senza farsi notare quasi mai. E proprio per questo motivo si è guadagnato quel soprannome che suona un po’ da racconto attorno al fuoco.
La Wildlife Conservation Society ha lavorato a lungo per arrivare a un risultato del genere. Parliamo di un quarto di secolo passato a installare telecamere nascoste nelle foreste pianeggianti di Bolivia e Perù, sperando prima o poi di catturare qualche fotogramma. Non è poco, se si considera quanto sia difficile anche solo capire dove cercare un animale del genere.
Un animale di cui si sapeva pochissimo
Prima di queste immagini, le informazioni a disposizione della scienza erano davvero scarse. Per dare un’idea della rarità di questi cani fantasma, basti pensare che esistevano appena 6 segnalazioni geografiche legate alla loro presenza. Numeri minimi, che raccontano meglio di tante parole quanto sia complicato studiare una specie che fa di tutto per restare nascosta.
A questo si aggiungono 4 esemplari conservati nei musei e soltanto 2 avvistamenti diretti registrati nel corso degli anni. Un patrimonio di dati così ridotto rende l’impresa della Wildlife Conservation Society ancora più significativa. Ogni singola immagine raccolta dalle telecamere nascoste diventa, in un contesto simile, una piccola conquista per chi studia la fauna amazzonica.
La caccia paziente nella foresta pluviale
Il metodo utilizzato per arrivare a fotografare i cani fantasma dice molto sulla pazienza necessaria in questo tipo di ricerche. Le telecamere nascoste sono rimaste piazzate per anni nel cuore della foresta pluviale, tra Bolivia e Perù, in attesa che l’animale decidesse di passare davanti all’obiettivo. Nessuna scorciatoia, solo la costanza di chi sa che certi risultati arrivano con i tempi della natura.